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Vaccini: capire in modo semplice cosa sono e come funzionano

Vaccini: capire in modo semplice cosa sono e come funzionano

Vaccinarsi o no? I dubbi sono tanti e le bufale anche: cerchiamo di capire in maniera semplice cosa sono i vaccini e perché sono tanto importanti.

Quello dei vaccini è un argomento molto delicato: quando è in gioco la salute dei nostri figli, i dubbi ci assalgono e le notizie che circolano in giro sembrano a volte poco rassicuranti. Su internet si legge che i vaccini causino l'autismo e che non siano poi così necessari visto che alcune malattie sono quasi debellate, eppure l'Organizzazione Mondiale della Sanità continua a sensibilizzare la popolazione riguardo l'importanza di vaccinarsi. L'OMS stima che entro il 2020 i vaccini eviteranno 25 milioni di morti (7000 vite salve al giorno).

Come fare a saltarne fuori? In questo articolo proveremo a spiegare in maniera semplice cosa sono i vaccini e qual è il loro meccanismo d'azione per aiutare, si spera, a dissolvere qualche dubbio.

Vaccini: cosa sono e come funzionano

Per comprendere il principio su cui si basano le vaccinazioni, dobbiamo ricordare come agisce il nostro sistema immunitario di fronte all'orchestra di virus e batteri che ogni giorno minacciano la nostra salute.

Le cellule del sistema immunitario hanno il compito di inattivare tutti i patogeni che vengono a contatto con il nostro organismo. È un sistema molto complesso ed efficiente che funziona in base al principio della memoria immunologica. Vediamo di cosa si tratta.

Quando le nostre cellule di difesa vengono a contatto con un patogeno, attivano i meccanismi necessari a debellarlo. Questi meccanismi, però, non sono sempre così rapidi: è necessario comprendere che tipo di "estraneo" sia entrato nel nostro organismo, quali cellule far intervenire (abbiamo un esercito di difesa variegato!) e di conseguenza quali azioni intraprendere.

Ogni volta che il sistema immunitario viene a contatto con un patogeno "nuovo", produce degli anticorpi specifici che sono in grado di riconoscere la propria vittima. In questo modo, se veniamo in contatto con una vecchia conoscenza, le nostre difese se ne ricordano e sono in grado di intervenire in maniera tempestiva evitando che virus e batteri possano avere il tempo di moltiplicarsi e causare un'infezione. Questa è la memoria immunologica.

I vaccini si basano sul principio della memoria immunologica

Le preparazioni farmaceutiche che inoculiamo con le vaccinazioni contengono i virus o i batteri (o parti di essi) contro i quali vogliamo difenderci.

Ad esempio, il vaccino MPR contiene i virus che causano il morbillo, la parotite e la rosolia, ma essi sono attenuati ovvero hanno perso la capacità di fare danni (virulenza). Altri vaccini contengono l'agente infettivo inattivato (ovvero morto), altri ancora trasportano solo una parte di esso.

Cosa accade quando ci vacciniamo?

Introducendo gli agenti infettivi opportunamente modificati, il nostro sistema immunitario ha tutto il tempo di organizzarsi per contrastare il patogeno senza correre il rischio di un'infezione. In alcuni casi, infatti, la risposta immunitaria può richiedere fino a due settimane per debellare l'agente estraneo. E in due settimane il virus, se attivo, può aver già fatto troppi danni.

Con il vaccino, le nostre difese hanno un primo contatto con l'agente infettivo e producono anticorpi specifici che restano silenti nel nostro esercito. In questo modo il sistema immunitario sarà già pronto nel caso in cui il virus si presenti davvero per garantire una risposta rapida ed efficace.

Perché bisogna vaccinarsi?

Da quando sono state introdotte, le vaccinazioni hanno permesso di ridurre notevolmente l'incidenza di alcune malattie infettive gravi. Non solo. L'8 maggio 1980 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato debellato il virus del vaiolo grazie alla somministrazione dei vaccini.

L'obiettivo ideale sarebbe quello di debellare le gravi malattie contro le quali è necessario vaccinarsi ma ove non è ancora possibile, l'OMS mantiene l'asticella della copertura vaccinale al 95%.

Una diffusione tanto elevata dei vaccini permette una minore circolazione del virus tra la popolazione garantendo quella che viene chiamata immunità di gregge e che consente di proteggere anche quegli individui che, per motivi di salute, non possono vaccinarsi (immunocompromessi).

Vaccinarsi da piccoli, poi, impedisce di contrarre la malattia da adulti quando le complicanze possono essere molto più gravi, specie se durante una gravidanza.

Per approfondire l'argomento,

puoi leggere il libro del noto medico italiano Roberto Burioni.

A questo link la mia recensione.

Cosa accade se non vacciniamo i nostri figli?

A causa della diffusione di numerose accuse nei confronti dei vaccini, dal 2013 è in atto un calo importante delle vaccinazioni che ha portato la copertura vaccinale ben al di sotto della soglia indicata dall'OMS. Ciò ha permesso l'aumento di incidenza di alcune pericolose malattie.

Secondo quanto riportato dall'Istituto superiore di sanità, dal 2016 è in corso un'epidemia di morbillo che coinvolge tutti i paesi europei a causa della scarsa copertura vaccinale (nel 2017 solo 4 paesi dell'UE hanno raggiunto una copertura vaccinale del 95%).

Oltre 44mila casi di morbillo in Europa negli ultimi tre anni.

In Italia, da gennaio a marzo 2019 sono stati segnalati oltre 1000 casi di morbillo (con particolare incidenza in Lazio, Emilia-Romagna e Lombardia) soprattutto tra adulti (età media 30 anni). Sono stati contagiati anche bambini al di sotto dei cinque anni e numerosi neonati. Molti hanno sviluppato complicanze, due dei quali encefalite. L'86,7% dei contagiati non era vaccinato.

Se è tanto semplice comprendere che i vaccini sono efficaci, perché molte persone decidono di non vaccinare i propri figli?

Continua a leggere.

Bibliografia

https://www.humanitas.it/enciclopedia/vaccini

https://www.epicentro.iss.it/morbillo/aggiornamenti

https://www.epicentro.iss.it/morbillo/epidemiologia-italia

https://www.epicentro.iss.it/vaccini/VacciniCosaSono

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