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Alchimia tra due persone: l'amore è una reazione chimica

Alchimia tra due persone: l'amore è una reazione chimica

Come stabilire se esiste alchimia tra due persone? La chimica ci viene in soccorso per spiegare quali reazioni guidano i nostri comportamenti in amore.

L'amore incondizionato, quello passionale e romantico che tutti desiderano vivere almeno una volta nella vita, è in genere associato all'età adolescenziale. È in questo periodo, infatti, che si riescono a vivere le emozioni con un'intensità tale da far dimenticare tutto il resto. Eppure la scienza sembra non essere d'accordo.

I recenti studi sulle reazioni chimiche che avvengono nel corpo umano durante le fasi dell'innamoramento sembrano suggerire che non ci siano differenze nell'intensità dei sentimenti tra le varie età della vita. Un cinquantenne che si innamora proverà le stesse emozioni di un ventenne di fronte alla persona amata.

Sembra quasi incredibile, ma i risultati degli esperimenti non lasciano scampo: gli ormoni e i neurotrasmettitori che agiscono sul nostro sistema nervoso regolando emozioni e comportamenti, sembra non si rendano conto di quanti anni abbiamo.

L'alchimia tra due persone non è più quindi solo un fattore di "sesto senso" ma una certezza che affonda le radici nella chimica.

L'alchimia tra due persone genera dipendenza

Secondo quanto dichiarato dall'antropologa Helen Fisher, la chimica attivata durante l'innamoramento e le reazioni suscitate nel cervello, generano gli stessi comportamenti che vengono assunti quando si fa uso di sostanze stupefacenti.

I segnali sono chiari: si desidera l'altra persona in maniera quasi ossessiva e si è disposti a tutto pur di conquistarla; una volta instaurata la relazione, si sente il bisogno di vedere il partner sempre più spesso per rafforzare il legame (assuefazione), e si soffre spesso in maniera eccessiva quando si resta soli o si litiga (astinenza). Anche le ricadute sono frequenti sia in amore sia nell'assunzione di droghe.

Ciò accade perché i centri cerebrali coinvolti durante l'innamoramento sono gli stessi stimolati anche dall'assunzione di droghe. Anche gli effetti sull'organismo sono gli stessi: euforia, alterazione del sonno, pensiero ossessivo, aumento delle prestazioni psicofisiche, eccitazione.

E sembra proprio che questi effetti siano provati con la stessa forza a qualunque età.

Ma cosa accade nel corpo e nel cervello quando gli ormoni entrano in azione? Cosa c'entra la chimica con l'amore?

[Leggi anche: l'amore parte dal cervello]

Chimica dell'amore: attrazione, passione e innamoramento

La dopamina è una sostanza chimica rilasciata dal cervello. Essa attiva le reazioni chimiche che regolano il controllo muscolare, il sonno, l'umore, la memoria e l'apprendimento.

Il rilascio di dopamina aumenta notevolmente durante le prime fasi dell'innamoramento con le conseguenze che tutti conosciamo sulla diminuzione del sonno, l'ansia, gli sbalzi d'umore e spesso la perdita di appetito legati al pensiero ossessivo dell'altra persona.

La dopamina agisce su circuiti cerebrali che generano piacere e dipendenza quando soddisfiamo bisogni primari come la fame, la sete e il desiderio sessuale.

Anche il testosterone aumenta notevolmente durante queste prime fasi e, nonostante gli effetti immediati si concentrino sull'eccitazione sessuale, esso funge anche da amplificatore della dopamina aumentandone la produzione.

Il testosterone, comunemente conosciuto come l'ormone maschile, aumenta anche l'aggressività ed è un'importante bussola chimica dell'attrazione che influenza la scelta del partner.

[Leggi anche: donne e attrazione – sfatiamo un mito]

Il cortisolo è, invece, un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali in risposta allo stress: maggiore è la condizione di stress, maggiore sarà la produzione di questa sostanza.

Il cortisolo è legato alle reazioni di ansia e paura dei primi approcci ma, una volta stabilita la relazione di coppia, i livelli di cortisolo diminuiscono: le difese si abbassano per far posto alla fiducia tipica delle relazioni stabili.

I tipici effetti di euforia, eccitazione, entusiasmo e calo di appetito sono anche mediati dall'adrenalina che aumenta il battito cardiaco, la respirazione e la pressione arteriosa quando l'attrazione segue il suo corso.

Un'importante molecola che regola l'alchimia tra due persone è chiamata feniletilammina, un nome complicato che però può essere ricordato per la sua somiglianza all'anfetamina: come quest'ultima, infatti, la feniletilammina genera un'intensa esaltazione e aumenta le prestazioni psicofisiche. Una droga, quindi? Quasi, soprattutto considerando che media anche i comportamenti di assuefazione e astinenza già amplificati dalla dopamina.

I feromoni sono sostanze chimiche che vengono rilasciate da pelle, capelli, saliva, ghiandole ascellari, urina e flusso mestruale. Hanno il compito di fornire a chi ci sta accanto informazioni preziose sul nostro organismo anche se non tutti gli scienziati sono d'accordo su questo tema. Secondo alcuni studi, i feromoni presenti nel sudore maschile possono veicolare l'attrazione femminile mentre le donne sembrano rilasciare maggiori concentrazioni di feromoni durante la fase dell'ovulazione.

L'azione di tutte queste sostanze chimiche ha un solo obiettivo: potenziare la seduzione e l'attrazione e instaurare un rapporto monogamo (almeno all'inizio!).

Chimica dell'amore: attaccamento e relazioni a lungo termine

Quando la relazione d'amore diventa stabile, gli ormoni e i neurotrasmettitori che la fanno da padrone nelle prime fasi, vengono prodotti in quantità minori: diminuisce l'ossessione dell'altra persona per far posto alla tranquillità della condivisione e all'esplorazione dei caratteri.

La passione è viva ma non è più l'elemento portante della relazione: il conforto, l'attaccamento, la possibilità di contare sull'altro sono i fattori preponderanti di una relazione stabile e a lungo termine.

Anche in questo caso, la chimica influisce sull'amore: l'alchimia diventa più profonda e vengono rilasciati ormoni che stabilizzano il nostro comportamento e quindi la relazione stessa.

Il vero e proprio protagonista di questa fase di assestamento è l'ossitocina, chiamato anche "ormone dell'amore" proprio perché regola l'attaccamento tra due persone ma anche tra madre e figlio.

Concentrazioni molto elevate di questo ormone si riscontrano infatti durante relazioni di coppia a lungo termine e durante il parto e l'allattamento.

Perché l'ossitocina è chiamata "ormone dell'amore"?

L'ossitocina agisce sui circuiti cerebrali che regolano paura, ansia e stress diminuendone l'effetto. Il risultato è quello di aumentare l'empatia e la fiducia negli altri, l'altruismo e l'apertura a nuove idee.

Anche la fedeltà è influenzata dall'ossitocina: un interessante studio pubblicato sul Journal of Neuroscience dimostra infatti che gli uomini impegnati in relazioni stabili tendono a mantenersi a distanze maggiori da donne attraenti mentre i single non hanno problemi di distanze.

[Leggi anche: donne vs uomini – il tradimento]

L'effetto di sicurezza che invece sentiamo quando l'altra persona ci è accanto, è mediato dalle endorfine, sostanze chimiche che vengono rilasciate comunemente per alleviare dolore. Le endorfine hanno un effetto analgesico e calmante e vengono prodotte quando il partner è vicino ma solo se si tratta di una relazione a lungo termine (tra i diciotto mesi e i quattro anni).

La serotonina, infine, ha un comportamento opposto a quello della dopamina: ispira un atteggiamento tranquillo e fedele dominando ansia e stress. La serotonina, chiaramente, viene prodotta in quantità molto basse all'inizio dell'innamoramento, mentre aumenta notevolmente durante i mesi successivi.

L'alchimia tra due persone esiste? Può la chimica, da sola, spiegare l'intesa di coppia e rendere duratura una relazione?

Evidentemente no. Le reazioni chimiche sono la base della biologia che ci riguarda: la crescita, le emozioni, i comportamenti sono mediati da reazioni chimiche complesse e incastrate tra loro con una perfezione che farebbe invidia alla mano di Dio. Eppure tutto ciò non basta a spiegare perché ci comportiamo in un certo modo e perché scegliamo di condividere la nostra vita con una persona piuttosto che con un'altra.

[Leggi anche: gli opposti non si attraggono]

La chimica può spiegare l'origine di certe reazioni comportamentali, ma ciò che ci rende unici sono le emozioni e le esperienze vissute che si "incollano" al nostro DNA rendendoci ciò che siamo.

L'alchimia tra due persone esiste (anche se è rara) ma non può essere fatta solo di chimica.

La scienza ci rivela che possiamo innamorarci anche a sessant'anni e provare un'intensità di sentimenti pari a quella giovanile, ma l'amore è una reazione chimica complessa fatta di attenzione e impegno costante, compromessi e rinunce, condivisione e affetto. Solo due persone completamente autonome e indipendenti che scelgono l'incontro come arricchimento e scambio profondo possono costruire un legame stabile e duraturo nel tempo senza cadere in stati di dipendenza e bisogno.

Conoscere la chimica, però, può comunque esserci di aiuto nel comprendere il partner e magari risvegliare la scintilla assopita!

[Ti consiglio anche: triangolo dell'amore – i tre segni delle relazioni durature]

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