I benefici del tè

Il tè contrasta malattie cardiovascolari e ipertensione e protegge il cervello dal declino cognitivo legato all'età: ma quale tè apporta più benefici?

Indice

I benefici del tè sul cervello

Il tè provoca modifiche epigenetiche nelle donne

Perché è necessario consumare tè abitualmente?

Quale tè è migliore? I consigli della scienza

Il tè è la bevanda più consumata al mondo. Originaria della civiltà cinese, si è poi diffusa tra le nazioni europee in epoca coloniale, in particolare in Inghilterra, e in seguito nel resto del mondo.

Il tè, in tutte le sue varietà, è ottenuto dall'infuso di foglie della Camellia sinensis, una pianta coltivata in Cina e in altre nazioni dell'Estremo Oriente.

Perfino la ricerca scientifica ha mostrato il suo interesse nei confronti di una bevanda che sembra associata a numerosi benefici per il nostro organismo.

I benefici del tè sul cervello

Un primo studio, condotto su 957 anziani cinesi, ha evidenziato come il rischio di declino cognitivo sia significativamente più basso (<50%) rispetto al gruppo di anziani che non faceva uso abituale di tè. Nei soggetti a rischio Alzheimer (portatori del gene ApoEa4) la differenza è risultata ancora più marcata (<86%).

L'indagine, guidata dal professor Feng Lei del Dipartimento di Medicina psicologica dell'Università di Singapore e pubblicata sulla rivista Journal of Nutrition, Health & Aging, ha sottolineato il potere antiossidante e anti-infiammatorio di alcune sostanze contenute nel tè, in particolare le catechine.

Le catechine sono molecole in grado di contrastare l'infiammazione e prevenire la formazione dei radicali liberi che contribuiscono all'invecchiamento cellulare e ad alcune importanti patologie come i tumori. L'azione delle catechine si traduce in una protezione efficace del cervello dai danni vascolari e dalla neurodegenerazione.

Un ulteriore studio condotto dal professor Feng Lei in collaborazione con l'Università dell'Essex e quella di Cambridge ha seguito per 25 anni 36 forti consumatori di tè sottoponendoli a indagini neuropsicologiche e risonanza magnetica.

I risultati hanno mostrato una maggiore efficienza nelle connessioni tra le regioni cerebrali negli individui che consumano tè per almeno quattro volte a settimana.

L'esiguo numero di soggetti coinvolti nello studio rappresenta un limite ma l'indagine è un punto focale nella ricerca dei benefici del tè sul cervello.

Il tè provoca modifiche epigenetiche nelle donne

Numerosi studi evidenziano anche un'azione del tè sul DNA.

Sembra infatti che le catechine siano in grado di generare cambiamenti epigenetici in vitro e nelle cellule tumorali in coltura. I cambiamenti epigenetici rappresentano delle modifiche non nella struttura del DNA ma nella sua espressione in modo da potenziare o ridurre la sintesi di alcune proteine.

Cambiamenti epigenetici dovuti all'assunzione di tè sembrano più consistenti nei geni coinvolti nell'evoluzione del cancro e in quelli legati al metabolismo degli estrogeni. Gli effetti del tè sarebbero quindi più marcati nelle donne.

Perché è necessario consumare tè abitualmente per ottenere benefici?

Uno degli studi più complessi riguardo i benefici del tè è sicuramente il progetto China PAR2 guidato dal dottor Xinyan Wang dell'Accademia Cinese delle scienze mediche di Pechino.

L'indagine ha coinvolto 100mila partecipanti non colpiti da infarto, ictus o cancro divisi in due gruppi: bevitori abituali (3 o più volte a settimana) e bevitori occasionali.

I risultati di 7 anni di indagini hanno evidenziato una riduzione del rischio di malattie coronariche e ictus del 22% e un rischio di morte per qualsiasi altra causa minore del 15% nei bevitori abituali.

Questi dati confermano innanzitutto la funzione protettiva del tè nei confronti di alcune patologie ma sottolineano anche un altro aspetto fondamentale che potrebbe spiegare il motivo per cui è necessario un consumo abituale di tè per ottenere benefici.

I polifenoli, che proteggono da malattie cardiovascolari, ipertensione e lipidemia e sono abbondantemente presenti nel tè, non vengono conservati a lungo nel nostro organismo: per consentire l'efficacia della loro azione, sarebbe quindi importante mantenerne elevati i livelli con un'assunzione costante.

Quale tè è migliore? I consigli della scienza

Gli studi condotti finora mostrano che l'effetto protettivo sulle funzioni del cervello dovuto alle catechine è garantito da qualsiasi tipo di tè purché prodotto da foglie, quindi tè verde, nero o oolang (comunemente chiamato tè blu).

Per ottimizzare l'azione dei polifenoli, invece, bisogna essere un po' più selettivi: il tè verde sembra più efficace nel contrastare le malattie cardiovascolari e l'ipertensione. La differenza è probabilmente dovuta alla fermentazione a cui è sottoposto il tè nero la quale potrebbe ridurre il potere antiossidante di queste sostanze.

Da evitare anche l'utilizzo di latte associato al tè poiché può contrastarne gli effetti benefici.

La ricerca dimostra in maniera sempre più evidente che una buona tazza di tè aiuta a risollevare l'umore e apporta numerosi benefici al nostro organismo. C'è un effetto, però, che gli amanti di questa bevanda conoscono da tempo e che non ha bisogno di indagini scientifiche: gustare un tè in tranquillità, magari leggendo un buon libro o ascoltando musica, è una delle migliori attenzioni che possiamo rivolgere a noi stessi.

(Caterina Stile)

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