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SALUTE&BENESSERE

Traumi, obesità, diabete: il peso del DNA dei nonni

Traumi, obesità, diabete: il peso del DNA dei nonni

Epigenetica: traumi vissuti ma anche disturbi metabolici come diabete e obesità possono essere trasmessi attraverso modifiche nell'espressione del DNA.

 L'epigenetica è quella branca della genetica che studia i meccanismi di espressione genica cioè le modalità con cui la molecola di DNA viene "letta" per determinare gli organismi che siamo. Il DNA rappresenta lo spartito della nostra vita: una combinazione unica e irripetibile di note e pause che sono alla base dell'aspetto fisico, di pensieri ed emozioni del nostro essere ciò che siamo. L'epigenetica è lo strumento che legge lo spartito.

 

Le esperienze che affrontiamo ogni giorno influiscono in maniera importante sul nostro organismo, ma recenti studi dimostrano che non si tratta semplicemente di un processo psicologico: esistono meccanismi biologici che comportano modificazioni al DNA sulla base delle esperienze vissute e delle condizioni ambientali. Il meccanismo maggiormente conosciuto che regola l'inattivazione di alcune sequenze del DNA è la metilazione ovvero l'aggiunta di gruppi chimici (metili) che "ingombrano" la zona in modo da ostacolare la lettura del DNA.

 

In questo articolo abbiamo approfondito gli esperimenti condotti per dimostrare che le cure parentali influiscono sul DNA dei neonati. È stato dimostrato che i traumi vissuti nella prima infanzia comportano modifiche tali al DNA da rendere quei bambini psicologicamente più vulnerabili anche da adulti.

[Per saperne di più: epigenetica, la parte del DNA che ci rende unici]

 

I traumi vissuti lasciano un'impronta nel DNA che trasmettiamo agli eredi

La ricerca nel campo dell'epigenetica ha fatto passi da gigante negli ultimi anni e diversi studi hanno ormai confutato che le modifiche al DNA causate da fattori ambientali sono ereditarie, quindi trasmissibili da una generazione all'altra. Ma la sorpresa dei ricercatori è stata quella di constatare che è possibile trasmettere delle paure da madre a figlio senza che il figlio sia stato vittima dell'evento traumatico.

 

Le indagini risalgono agli inizi del Duemila: Rachel Yehuda, neuroscienziata americana esperta di epigenetica, ha condotto una serie di studi che coinvolgevano vittime di due eventi traumatici, il crollo delle Torri Gemelle e l'Olocausto. In entrambi gli studi i ricercatori hanno evidenziato che le vittime di tali episodi mostravano un grado di metilazione (inattivazione del DNA) diverso da quello dei soggetti che non avevano vissuto i traumi in prima persona. Queste alterazioni dell'espressione genica determinavano comportamenti ansiosi e depressivi e una maggiore propensione a manifestare disturbi psichiatrici. Il motivo è da ricercare nei geni coinvolti nella metilazione: si tratta infatti di sequenze del DNA che regolano la produzione degli ormoni dello stress e che quindi influenzano la capacità di reagire a eventi estremi e traumi.

 

Gli stessi metodi d'indagine sono stati poi utilizzati sugli eredi delle vittime ed è stato possibile rilevare le stesse modifiche al DNA. I traumi vissuti dalle vittime hanno determinato modifiche al DNA che sono state trasmesse agli eredi senza che questi ultimi avessero vissuto in prima persona le stesse esperienze.

Una dimostrazione inconfutabile del fatto che i comportamenti ansiosi e depressivi mostrati dagli eredi non erano dovuti alla semplice condivisione delle esperienze vissute ma a una traccia trasmessa al loro codice genetico dai genitori.

 

[Alcuni traumi si verificano sempre nelle stesse date da una generazione all'altra, un fenomeno molto studiato di cui ho parlato qui: traumi familiari e coincidenze di date]

La dieta del futuro papà può influenzare l'appetito dei figli

Le ricerche condotte in campo epigenetico hanno messo in evidenza l'importanza dei fattori ambientali sulla prole non soltanto durante la gravidanza e dopo la nascita ma addirittura prima del concepimento. Se è facile comprendere che le condizioni presenti nell'utero durante la gravidanza possano influenzare le funzioni biologiche del nascituro, non è altrettanto lineare prevedere l'influenza degli spermatozoi prima che avvenga il concepimento.

 

Per fare chiarezza su questi aspetti, un gruppo di ricercatori dell'Università di Copenaghen ha confrontato il DNA degli spermatozoi di uomini magri e uomini obesi. I risultati hanno evidenziato la presenza di mutazioni epigenetiche in grado di influenzare l'appetito nei figli.

 

Un altro studio ha invece dimostrato la presenza di modifiche epigenetiche nel DNA degli spermatozoi di uomini che hanno subito un intervento di bypass gastico: ben quattromila differenze tra prima e dopo l'intervento.

[Ti consiglio anche: stress, di padre in figlio]

L'epigenetica potrebbe spiegare, in termini biologici, quali sono le cause di una maggiore manifestazione negli ultimi decenni di malattie metaboliche come diabete, obesità e ipertensione.

Diverse ricerche hanno dimostrato che i soggetti che hanno sperimentato una dieta ipocalorica durante lo stato fetale mostrano, da adulti, un tasso più elevato di obesità, diabete, malattie cardiovascolari, ipertensione, cancro.

I risultati finora raggiunti dimostrano, in tutti questi casi, un diverso grado di metilazione di un gene coinvolto nel metabolismo dell'insulina.

 

La spiegazione degli esperti è molto semplice.

Se durante la gravidanza la donna è sottoposta a un regime ipocalorico, il bambino viene sottoposto a una sorta di adattamento che gli consente di vivere in un ambiente ostile (dove c'è scarsità di cibo). Il suo DNA subisce quindi delle modifiche epigenetiche (vengono attivati i geni del "risparmio") che gli consentono di sviluppare un metabolismo più efficiente. Il bambino sarà quindi in grado di trarre un'elevata dose di energia da poco cibo e il suo metabolismo sarà improntato all'accumulo: sarà in grado di vivere in maniera ottimale con basso apporto calorico e accumulerà grandi riserve energetiche in vista di successive carestie. È come se il suo codice genetico fosse programmato per attendersi continui periodi di penuria di cibo.

 

Questi geni, però, una volta modificati vengono trasferiti anche ai figli e ai nipoti nonostante ci siano diverse condizioni di benessere. Un individuo con metabolismo altamente efficiente circondato da una maggiore disponibilità di cibo avrà quindi sempre la tendenza a utilizzare poco e accumulare tanto.

 

Le ragioni per cui malattie metaboliche come il diabete di tipo 2, l'ipertensione e l'obesità siano tanto diffuse oggigiorno sono quindi da ricercare in parte nel DNA dei nostri nonni: periodi di scarsità di cibo, come quello delle due grandi guerre, potrebbero aver attivato i geni del risparmio nei nostri nonni e bisnonni i quali, in maniera inconsapevole, ci avrebbero trasmesso un'elevata efficienza metabolica che non è in grado di far fronte alle attuali condizioni di benessere.

 

Disturbi del metabolismo, obesità, schizofrenia: l'epigenetica è la chiave

Il raggio d'azione dell'epigenetica potrebbe essere potenzialmente illimitato considerando che modifiche nell'espressione dei nostri geni potrebbero influenzare ogni funzione del nostro organismo ma, trattandosi di un campo di studi relativamente giovane, la scienza ha ancora molta strada da compiere per confermarne il potere.

Resta però una certezza: insieme al codice genetico trasferiamo ai nostri figli (e perfino ai nipoti) anche le istruzioni per l'uso del DNA.

A partire dalla seconda settimana di gestazione, il DNA trasferito dai genitori viene azzerato quasi completamente: solo una piccola parte – circa il 5% – mantiene lo stesso grado di metilazione dei genitori. Questo 5% corrisponde a geni legati a disturbi del metabolismo, obesità e schizofrenia che quindi rivelano un forte legame di ereditarietà.

 

Comprendere a fondo l'influenza dell'ambiente circostante sulle abitudini quotidiane è quindi importante per migliorare le condizioni di vita nostre e dei nostri eredi. È sempre più necessario valutare a fondo le condizioni ambientali e psichiche prima del concepimento eliminando, per quanto possibile, ogni fattore di disturbo per trasmettere ai nostri figli un prezioso bagaglio genetico che non si riveli invece un pesante fardello.

 Questo articolo è basato sul libro

"Le carezze cambiano il DNA" di Roberto Giacobbo

 

Trovi qui la mia recensione al libro.

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