Questo sito utilizza i cookie - anche di terze parti. Chiudendo questo avviso o continuando la navigazione accetti il loro utilizzo. Per saperne di più leggi l'informativa.

NUOVE FRONTIERE

Diego San, il robot bambino

diego san, il robot bambino

 

Il comportamento dei neonati affascina da sempre studiosi e ricercatori che tentano con tutti i mezzi a disposizione di conoscere un mondo fatto di sguardi, reazioni, gesti apparentemente istintivi che nascondono una complessa conoscenza della realtà circostante iniziata già nell’utero. Diversi studi rivelano che i neonati sono in grado di riconoscere la voce della mamma e quella delle persone più vicine, così come reagiscono in maniera particolare a musiche, canzoni o filastrocche che hanno ascoltato ripetutamente quando ancora erano nel grembo materno. Molto è stato scoperto ma gran parte degli interrogativi non ha ancora una risposta.

 

Un progetto molto ambizioso in questo ambito ha coinvolto scienziati computazionali, ingegneri robotici e psicologi dello sviluppo che hanno lavorato fianco a fianco diversi anni per costruire un robot che fosse in grado di imitare nella maniera più fedele possibile il comportamento dei neonati. Per il protocollo della ricerca sono stati innanzitutto rilevati i dati di uno studio precedente eseguito per valutare l’interazione madre-figlio (neonati entro 4 mesi) focalizzando sul sorriso. Tutti i dati sono stati utilizzati per calcoli algoritmici legati alla teoria del controllo ottimale inverso, uno strumento spesso utilizzato in robotica che permette di progettare robot che rivelino specifici comportamenti in risposta a input esterni. I risultati ottenuti ed elaborati sono stati utilizzati per creare un software che, introdotto nel robot, lo ha reso il più possibile simile ai neonati nel comportamento in relazione a situazioni che coinvolgevano il sorriso.

 

Diego San, il robot-bambino, è stato posto a interagire singolarmente con 32 studenti universitari per sessioni di tre minuti durante i quali esso mostrava uno dei quattro comportamenti diversi programmati, ad esempio sorrideva in risposta al sorriso di chi gli stava di fronte. Stranamente, la sorpresa dei risultati è relativa non al comportamento del robot ma a quello degli studenti: infatti ogni volta che il robot assumeva gli atteggiamenti tipici dei bambini piccoli, i ragazzi in risposta si comportavano esattamente come fanno le madri con i propri figli. Le reazioni registrate nell’interazione madre-figlio riflettono perfettamente quelli dell’interazione studente-robot. Il concetto fondamentale è che l’interazione parte dal robot e si dirige sullo studente quindi è ragionevole affermare che nella realtà sia il neonato a suscitare reazioni nella mamma e non viceversa.

 

Questo è il primo studio che attraverso la confluenza tra ricerca informatica, robotica e psicologica verifica l’intenzionalità nelle interazioni madre-figlio cioè i bambini anche molto piccoli non sorridono a caso e neanche – come normalmente si crede – in risposta al sorriso degli adulti: sorridono per far sorridere gli adulti. Inoltre lo studio ha evidenziato che i bambini seguono delle vere e proprie tempistiche di azione – ad esempio accennano appena un sorriso per poi mostrarne uno più aperto – un po’ come fanno gli attori per massimizzare la risposta del pubblico.

 

I ricercatori tengono però a sottolineare che non sono in grado di stabilire se alla base di queste “furbizie” infantili ci siano comportamenti coscienti. Non è dato sapere insomma se siano consapevoli di questo giochetto o se invece si tratti di un atteggiamento istintivo. Sorridono semplicemente per farci sorridere, questo (per ora) è sufficiente!

 

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!

ULTIMI ARTICOLI

Dall'amore platonico al colpo di fulmine: secondo la teoria americana del triangolo dell'amore, tre sono gli elementi magici per relazioni felici e durature.

Quanti neuroni abbiamo? Quanti calcoli possiamo fare? Scopriamo i numeri delle sinapsi cerebrali che rendono il cervello più potente di qualsiasi computer.

Quanto pesa il cervello? Perché è l'organo più grasso? Quanto sangue attraversa il cervello? Numeri e curiosità sull'organo più complesso del corpo umano.

Per il bambino sua madre è il mondo intero: scopriamo perché il rapporto madre-figlio è importante e quali sono le responsabilità della figura di attaccamento.

Il tumore è una malattia che nasce dalle nostre cellule: mutazioni genetiche nel DNA rendono i nostri geni (oncogeni e oncosoppressori) alleati del cancro.

Newsletter