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CONSIGLI DI LETTURA

La scatola magica - Cerasa-Tomaiuolo - Recensione

La scatola magica - Cerasa-Tomaiuolo - recensione

"La scatola magica" è un saggio scritto da Antonio Cerasa e Francesco Tomaiuolo, curato da M. Temporelli e edito da Hoepli (marzo 2019).

Perché un titolo così creativo e fantasioso per un saggio di divulgazione scientifica? La risposta è da ricercare nelle ultime pagine dell'opera in cui gli autori, mediante una brillante similitudine, rievocano la persuasiva atmosfera natalizia che avvolge l'atteso regalo:

Strappare la carta e trovare l'oggetto che avevamo sognato all'interno della scatola magica è la più grande gioia per un bambino.

Ed è proprio con gli occhi di bambino che i due autori, Antonio Cerasa e Francesco Tomaiuolo, si immergono in una delle più affascinanti discipline del nostro tempo: le neuroscienze.

L'approccio è quello umile e sorpreso dello studioso che sa di incedere con passo titubante su una terra calcata da grandi predecessori, eppure il quadro che ne emerge è lineare e dettagliato con uno stile diretto e privo di tecnicismi che rende la lettura fruibile anche ai meno esperti.

Il fattore emotivo è insolitamente preponderante: sebbene l'argomento di trattazione possa sembrare riservato a un'élite, i due autori sono in grado "raccontare" le neuroscienze come una sorta di storia che lega le vite dei pionieri di quest'ambito attraverso il potente fil rouge della meraviglia, "un sentimento a metà tra stupore, ammirazione, adorazione e amore".

Nel libro "La scatola magica", Cerasa e Tomaiuolo affrontano le importanti scoperte, i fallimenti, gli obiettivi e le difficoltà dei ricercatori che hanno gettato le basi per una delle più dinamiche e affascinanti discipline del nuovo millennio, nell'epoca in cui il termine stesso, neuroscienze, non era ancora stato coniato.

Veniamo così "a contatto" con Wilder Penfield, neurologo, neurofisiologo, neurobiologo e neurochirurgo che, per primo, cercò un centro focale per tutti le discipline neuroscientifiche, sostenendo il pensiero multidisciplinare. Un approccio che lo indurrà a fondare, nel 1934, il Montreal Neurological Institute and Hospital della Mc Gill University, prima struttura al mondo istituita con l'obiettivo di studiare e curare le malattie neurologiche e destinato a diventare "uno dei più importanti templi delle neuroscienze".

Scopriamo poi i casi di serendipità con Peter Milner, ingegnere addetto allo sviluppo dei sistemi radar dell'esercito, la cui formazione potrebbe quasi risultare estranea al mondo delle neuroscienze ma che invece consentirà di sfruttare l'approccio ingegneristico per esplorare nuove strade della ricerca. Dobbiamo a Peter Milner la scoperta del sistema del piacere del cervello così come l'idea di creare un modello computazionale per replicare i processi cognitivi, intuizione brillante diventata il fulcro della robotica e dell'intelligenza artificiale.

Conosciamo la curiosità di Costantino Economo che, per il lampo di genio avuto davanti a un'affettatrice di prosciutto, è stato in grado di riprodurre con fotografie e descrivere la corteccia cerebrale come nessuno prima di lui.

Grazie a un'affettatrice di prosciutto pugliese che ispirò il triestino Economo, oggi abbiamo il più grande e completo atlante di citoarchitettura del cervello umano.

Ma è sicuramente la figura di Brenda Milner a catturare l'attenzione e la simpatia del lettore.

Questa donna curiosa e tenace che riesce, con il suo entusiasmo, ad abbattere gli stereotipi di genere, lascerà coraggiosamente la cattedra universitaria per dedicarsi alla ricerca in un reparto di soli uomini. Tenacia e passione, ma soprattutto curiosità e meraviglia guideranno Brenda Milner lungo tutto il percorso della sua carriera:

Ancora con gli occhi emozionati a distanza di decenni, la grande neuroscienziata ricorda perfettamente la meraviglia provata nel vedere il neurochirurgo stimolare il cervello del paziente.

Brenda Milner è stata la prima neuroscienziata a scoprire le importanti funzioni della corteccia frontale e a dare dignità a quella disciplina, nuova e quindi snobbata, che prese il nome di neuropsicologia.

Molto di quello che oggi sappiamo sul funzionamento di una parte fondamentale del cervello umano si deve a una donna che, con la sua tenacia, si ostinava a studiare qualcosa di irrimediabilmente unfashionable!

Il libro "La scatola magica" non è dunque un compendio di nozioni, ma un viaggio affascinante attraverso gli uomini e le donne che hanno segnato una svolta nel campo delle neuroscienze.

Il punto di forza dell'opera risiede nell'omogeneità della trattazione che abbraccia tutti gli aspetti legati alla nascita delle neuroscienze: gli eventi (a volte casuali e fortuiti) che hanno condotto a importanti scoperte, le intuizioni geniali e le collaborazioni feconde.

Ma ciò che più emerge attraverso la lettura è l'umanità di questi personaggi che dichiarano i propri fallimenti, la condivisione del sapere, la collaborazione e l'ammirazione nei confronti dei maestri:

Come in qualsiasi carriera da ricercatore, anche lei [Brenda Milner] provò la cocente frustrazione di sentirsi persa e con una gran confusione in testa

Penfield dice di Sherrington "for me he is much more than a legend. He was my teacher and he is still my scientific hero!" Conoscere il proprio eroe scientifico provoca in un adulto la stessa gioia ed estesi che proverebbe un bambino nell'imbattersi in Batman o Spider-Man.

Gli esperimenti e le idee rivoluzionarie di Brenda e Peter Milner, Wilder Penfield, Costantino Economo e dei loro colleghi hanno dunque permesso di delineare il ruolo del neuroscienziato,

Una figura a volte scomoda perché non è né medico, né ingegnere, né chimico, né biologo, né psicologo, né filosofo ma conosce le basi di tutte queste materie e sa come usarle, muoverle, shakerarle, per ottenere una conoscenza multidisciplinare.

Un approccio a trecentosessanta gradi, secondo l'obiettivo di Penfield, che ha rivoluzionato il ruolo del medico e il suo rapporto con il paziente e soprattutto ha aperto la strada alla scienza e alla medicina in un processo inarrestabile che probabilmente non avrà mai fine.

"La scatola magica" rende merito agli illustri scienziati che hanno reso possibile tutto questo.

La scienza è sapere dell'umanità che cresce nella comunità scientifica e se una scoperta non la realizza uno scienziato, molto probabilmente sarà un altro a farlo.

Sinossi

Brenda e Peter Milner, Costantino Economo, Wilder Penfield, nomi forse poco noti al grande pubblico, sono in realtà i pionieri di una delle più importanti e dinamiche discipline scientifiche del nuovo millennio: le neuroscienze. Il libro racconta come siano nate e si siano sviluppate le loro idee, destinate a rivoluzionare scienza e medicina, rivolgendo lo sguardo dentro quella 'scatola magica' che è la mente. Dai loro studi derivano le attuali tendenze e linee di ricerca, proiettate al futuro, come la teoria dell'universo frattale e l'intelligenza artificiale.

Autori

Antonio Cerasa, neuroscienziato, ricercatore presso il CNR di Catanzaro, si dedica allo studio delle neuroscienze applicate al miglioramento delle capacità cognitive e motorie.

Ha pubblicato anche:

Expert brain – Come la passione del lavoro modella il nostro cervello (Premio Giancarlo Dosi)

Diversamente sano - Liberi di essere "folli"

Francesco Tomaiuolo, neuroscienziato e neuropsicologo, si occupa di neuroanatomia e neuroscienze in ambito clinico. Ha curato la riedizione italiana dell'atlante di Costantino Economo.

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