Intervista al professor Federico Batini: l’importanza della lettura ad alta voce

La lettura ad alta voce come strumento didattico democratico per colmare le lacune della scuola: l’ambizioso progetto del professor Batini

Da anni impegnato in progetti di ricerca che ruotano attorno all’importanza della lettura ad alta voce, il professor Federico Batini, docente all’Università di Perugia, ha riportato alla luce il valore dei libri per i più piccoli. In un mondo frenetico in cui i nativi digitali sono più stimolati a cliccare su uno smartphone che a sfogliare un libro, la lettura ad alta voce si pone come uno strumento indispensabile per coltivare quegli stimoli che nessun’altra attività didattica può incentivare. Attenzione, però: non si tratta di accumulare libri nelle camerette dei più piccoli, ma di ritagliare uno spazio durante la giornata in cui leggere per loro e con loro.

Perché è importante questo tipo di approccio? I risultati dei progetti condotti dal professor Batini, confermano che la lettura ad alta voce ad opera di un adulto migliora non solo le abilità cognitive, ma anche l’empatia e le capacità relazionali e favorisce lo sviluppo del pensiero critico.

Uno strumento, quello della lettura, economico e versatile, che la scuola italiana sottovaluta ampiamente. Come rimediare? Ecco i consigli che il professor Batini ha estrapolato da anni di ricerche ed esperienze sul campo.

Professor Batini, il progetto "Leggimi ancora" ha coinvolto circa 1500 bambini delle scuole di Torino, Modena e Lecce impegnati per un'ora al giorno (per complessivi 100 giorni) nell'ascolto di storie lette ad alta voce dagli insegnanti. Una lettura di puro piacere, ovvero senza l'impegno di compilare schede o analizzare i testi. I risultati sono rilevanti: al termine dell'esperimento è stato riscontrato un miglioramento del 10% nelle abilità di comprensione del testo e del 18-20% nelle funzioni cognitive. Come spiega questi risultati?

Il progetto ha coinvolto 13.000 classi, in realtà, dunque almeno 300.000 bambini. Il numero che lei cita si riferisce al campione estratto per le rilevazioni standardizzate.

I risultati non sono per noi una sorpresa, la didattica della lettura ad alta voce (degli insegnanti per i propri studenti) produce risultati eccezionali e usandola in ogni scuola, ogni giorno, per un tempo sufficiente e con una varietà di testi adeguata risolveremmo molti dei problemi del sistema di istruzione. Semplificando possiamo dire che la lettura mediata dall’adulto funziona come un vero e proprio allenamento alla comprensione e c’erano già evidenze in letteratura circa l’effetto sull’attivazione delle funzioni cognitive di base.

Quali sono state le considerazioni dei bambini e dei docenti coinvolti? Quale reazione/espressione l'ha stupita in maniera particolare?

Sarebbe davvero lungo raccontare le migliaia di materiali raccolti da bambini e insegnanti e i loro feedback sul progetto.

Se dovessi selezionare una tipologia di commenti direi da parte degli insegnanti le numerose sottolineature circa il miglioramento del clima di classe, delle relazioni e delle capacità di comprensione e partecipazione degli allievi all’apprendimento in generale. Per quanto riguarda i bambini hanno parlato della scuola che diventa attraente, di un momento magico, della bellezza delle storie e hanno avuto anche formulazioni che denotano elevata consapevolezza come “capire meglio gli altri” o “più sicurezza nello scrivere e nel leggere”.

Le attività che, come la lettura, coinvolgono attenzione e elaborazione, stimolano lo sviluppo della corteccia pre-frontale del cervello attraverso la formazione di nuove sinapsi. Un meccanismo che risulta amplificato nella lettura ad alta voce e che coadiuva l'apprendimento. Quanto è importante coltivare questo aspetto nell'età scolare e pre-scolare e quali sono i benefici?

Coltivare la lettura ad alta voce da parte degli insegnanti, in contesto scolastico, è fondamentale da 0 a 19 anni. La nostra proposta è di inserire l’ora quotidiana di lettura ad alta voce in ogni ordine e grado.

Gli effetti positivi sono evidenti in tutte le fasce di età, persino con gli anziani affetti da malattie dementigene. Ci sono evidenze sulla correlazione tra esposizione alla lettura e successo formativo, purtroppo sono ancora poche (per la difficoltà di reperire finanziamenti adeguati) le ricerche longitudinali che potrebbero spazzare via i dubbi residui (che comunque mi pare difficile avere ancora).

I benefici sono moltissimi, anche qui in sintesi potremmo dire che con i bambini piccolissimi osserviamo prima effetti sul linguaggio produttivo e ricettivo e poi sulle dimensioni emotive. Crescendo risultano evidenti gli effetti sulla comprensione, sul pensiero critico etc…

Qualcuno potrebbe obiettare che la lettura non è per tutti: alcuni bambini restano affascinati dal potere dei libri, altri preferiscono attività diverse, magari più dinamiche. Come coinvolgere la schiera dei restii?

Semplicemente facendogli osservare la realtà. Se la lettura viene fatta in modo sistematico, quotidiano, intensivo, progressivo e improntato alla bibliovarietà non è vero che si incontrano resistenze… forse si pecca di impazienza. Le resistenze stanno negli adulti, non nei bambini.

Saggistica vs narrativa. Alcuni testi di saggistica incuriosiscono moltissimo i bambini perché trattano argomenti da sempre interessanti e misteriosi eppure nel progetto si è preferito dare spazio alle storie, perché?

Gli effetti prodotti dalla narrativa non sono prodotti dalla saggistica. Ci sono molteplici evidenze raccolte in questo senso. Già la poesia, per esempio, produce effetti diversi. La narrativa coinvolge, produce immedesimazione, coinvolge insieme la dimensione emotiva e quella cognitiva… non è comparabile al resto, insomma.

In diverse occasioni, lei ha consigliato di leggere ad alta voce già prima della nascita fino ad almeno sedici anni. Perché così a lungo? Non è importante lasciare che, una volta imparato a leggere, i bambini possano procedere da soli e secondo i propri interessi?

No. La lettura ad alta voce rinforza le abilità di lettura autonoma e garantisce che una percentuale di bambini molto più alta di quella attuale diventi, a propria volta, lettore.

Veniamo alla scuola. I programmi scolastici sono oggi davvero corposi e focalizzano per lo più sui contenuti. Introdurre ore di lettura potrebbe incontrare l’opposizione di alcuni docenti poco disposti a “sacrificare” tempo alla programmazione. Come superare questo enorme ostacolo?

Cercando di far capire che non si sacrifica nulla. La lettura ad alta voce sta, pienamente, dentro il curricolo, non è un lusso. Se gli alunni potenziano le capacità di apprendimento, migliorano le proprie probabilità di successo formativo e conseguono specifici apprendimenti devo esserne contento, come insegnante o come genitore, non fare opposizioni. Ciò che faranno con la lettura rimarrà per sempre, l’apprendimento di una nozione, come sappiamo, ha una permanenza molto bassa.

Bisogna tra l’altro rendersi conto che i programmi non esistono più, dal 1997, le Indicazioni Nazionali e le Linee Guida dicono cose diverse e l’esposizione alla lettura consente di perseguire anche obiettivi disciplinari e non solo per l’italiano.

Qual è, secondo lei, l'arma vincente della lettura ad alta voce e perché sarebbe così importante introdurla nelle scuole?

La sua bellezza e la naturalità per noi. Sarebbe fondamentale per garantire a tutti reali possibilità di avere successo. Non basta aprire le scuole a tutti, occorre fare in modo che tutti abbiano la strumentazione di base per affrontare in modo efficace l’esperienza di apprendimento.

Lei ha definito la lettura uno strumento di educazione democratica, un'espressione che mi ha colpita molto: cosa intende e quale ruolo potrebbe assumere nella formazione civica dei piccoli lettori?

Intendiamo che la predittività degli esiti sulla base dei livelli di partenza è una malattia endemica della scuola italiana. La lettura ad alta voce è una didattica che riesce ad agire, come abbiamo dimostrato, su tutti, indipendentemente dal livello di partenza. Non mi risultano simili evidenze per altre didattiche.

Rita Levi Montalcini amava sottolineare che l'unico organo in grado di non invecchiare, se ben stimolato, è il cervello. Numerosi studi dimostrano che trascorrere del tempo in attività impegnative per la mente, come la lettura, comporta un rafforzamento della abilità cognitive a qualsiasi età e un marcato rallentamento del declino cognitivo dovuto all'invecchiamento. Ritiene possibile inquadrare i risultati del progetto Leggimi ancora in un'ottica così lungimirante?

Sì. I nostri studi sono partiti diversi anni fa dagli effetti sulla lettura su anziani con malattie dementigene. Laddove il declino cognitivo e delle capacità mnestiche andava avanti da molti anni siamo stati in grado, con un training di lettura ad alta voce di recuperare capacità di memoria a breve e lungo termine e a riattivarli cognitivamente.

La lettura ad alta voce ha dunque il potere di agire in maniera rilevante sul cervello anche nei casi in cui demenze e malattie degenerative hanno già esteso i loro danni. A maggior ragione, uno strumento educativo così potente può agire su più livelli e ad ampio raggio sulle menti giovani e “assetate” di conoscenza.

Vediamo quali sono i consigli pratici del professor Batini per affascinare i più piccoli e guidarli nel variegato mondo dei libri.

- Iniziare a leggere prima possibile (è consigliabile già prima della nascita e comunque in età pre-scolare).

- Prediligere storie coinvolgenti e stimolanti e puntare sulla varietà.

- Dedicarsi alla lettura ad alta voce tutti i giorni, possibilmente con tempi crescenti.

- Non abbandonare questa sana abitudine quando i bambini imparano a leggere da soli: nei primi anni la lettura è un’attività molto impegnativa che può anche stancarli. Lasciarli soli tra le pagine di un libro può provocare in loro scoraggiamento e abbandono della lettura che non verrà più associata a un piacere. Inoltre, se è un adulto a leggere, sarà possibile affrontare anche libri più complessi che da soli non riuscirebbero ad apprezzare.

- Evitare di proporre schede o domande di analisi del testo: i bambini devono amare il momento della lettura e non viverlo come un compito da svolgere.

- Come scegliere i libri: quando i bambini sono molto piccoli è importante prediligere testi con illustrazioni accattivanti; a mano a mano che crescono, è possibile puntare maggiormente sulla qualità del testo cercando di aumentare gradualmente il livello di complessità senza mai sottovalutare l’importanza del coinvolgimento nella storia.

In ogni caso, la regola fondamentale resta quella di affascinare e utilizzare il potere della lettura per aprire gli scrigni nascosti nelle menti dei più piccoli. Non esiste tesoro più prezioso!

(a cura di Caterina Stile)

Federico Batini è Professore associato di Pedagogia Sperimentale, Metodologia della Ricerca Educativa, Metodi e Tecniche della Valutazione Scolastica all’Università di Perugia.

Dirige due importanti progetti di ricerca a livello nazionale improntati alla valorizzazione della lettura ad alta voce attraverso lo studio degli effetti cognitivo-comportamentali in particolare in età scolare:

  • il progetto Leggere: forte con il sostegno di Regione Toscana, Università di Perugia, Centro per il libro e la lettura, Indire, USR Toscana, LaAV Letture ad Alta Voce
  • il progetto Leggimi: ancora in collaborazione con Giunti Scuola

Per saperne di più, invito a visitare il blog del professor Batini a questo link!

Immagini gentilmente fornite da Federico Batini e Matteo Bensi

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