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CURIOSITÀ

Over 60: il futuro business di facebook

over 60: il futuro business di Facebook

 

 La tecnologia si è intrufolata nella nostra vita quotidiana in maniera quasi aggressiva focalizzandosi sui giovani, il target più sensibile nell’ambito delle interazioni sociali e in quello delle novità, per poi allargarsi a macchia d’olio anche alle altre fasce demografiche. Chi con maggiore dimestichezza e chi a fatica, ci si connette sempre di più a internet per intrattenimento o per lavoro, ma è per tutti così positivo fare i conti con la realtà virtuale?

 

Secondo i riscontri di uno studio guidato dai ricercatori della Bowling Green State University (Ohio), la relazione tra età e tecnologia è prevalentemente negativa: gli anziani non si avvicinano facilmente al mondo di internet soprattutto perché non si sentono a proprio agio davanti a uno schermo e nutrono forti dubbi sui benefici che possono derivarne.

 

I dati statistici però documentano un incremento nel numero di anziani che interagiscono attraverso piattaforme digitali: nel giro di tre anni, dal 2013 a oggi, il numero di utenti di oltre 65 anni che hanno un profilo su Facebook o LinkedIn è passato dal 27 al 35% e si ritiene che l’andamento futuro confermerà aspettative ancora migliori.

 

I benefici non si sono fatti attendere. Secondo una ricerca condotta all’Umeå University (Svezia), gli anziani che riescono a costruire e mantenere una rete sociale online sono meno vittime della solitudine e coltivano i rapporti sociali anche nella vita di tutti i giorni sentendosi più valorizzati e soddisfatti.

 

Ma cosa fanno questi anziani ringiovaniti su Facebook? Secondo quando riportato da Eun Hwa Jung e S. Shyam Sundar, ricercatori all’Università della Pennsylvania e autori di un recente articolo sull’uso di Facebook in età avanzata, gli anziani si dedicano per lo più a interazioni sociali: chattano e postano collegandosi 2.46 volte al giorno per almeno 35 minuti in totale e non solo per comunicare con amici e parenti, ma anche per cercare persone che abbiano interessi in comune, per semplice curiosità o per sorvegliare figli e nipoti.

 

Alcuni anziani si connettono e anche parecchio, altri no: cosa c’è allora dietro questo rapporto di amore-odio degli anziani nei confronti della tecnologia? La adorano o la temono?

 

Fattori educativi e sociali hanno il loro peso ma, secondo i risultati di diversi studi, la spinta principale a interagire online è data dalla motivazione personale. Se sono parenti o conoscenti a incitare gli over 65 all’uso di un tablet i risultati non sono positivi, al contrario se ci sono obiettivi importanti a spronarli – sempre più spesso ad esempio la necessità di vedere un figlio lontano –  gli anziani si sforzano di superare le proprie resistenze e approdano nel grande mare di internet rendendosi conto che non è poi tanto difficile navigare e, sempre più spesso, ci prendono gusto.

 

Secondo le statistiche, gli anziani rappresentano il gruppo demografico a crescita più rapida tra gli utenti di social media e, rispetto a giovani e studenti, in genere hanno una maggiore indipendenza economica. Questi aspetti, uniti ai dati sull’allungamento dell’età media di vita e sul miglioramento delle condizioni economico-sociali, rappresentano un monito per gli sviluppatori delle piattaforme digitali: trovare nuove soluzioni per rendere il web sempre più semplice – user-friendly – e aprire la strada a una categoria di utenti a lungo trascurata, potrebbe rappresentare una risorsa economica fino a oggi sottostimata.

 

I nuovi giovani ci stupiscono ogni giorno di più e non sono necessarie le statistiche per rendersene conto: sempre più attivi e stimolati, gli anziani le provano tutte – perfino Facebook – per tirare le redini della vita e ribaltare gli stereotipi che li ingessano in figure umane poco efficienti mentalmente e fisicamente costrette e sentirsi un peso sociale. Probabilmente non ce ne siamo ancora resi conto, ma in breve tempo questi stereotipi rimarranno solo un vecchio ricordo.

 

 

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