Grattarsi una parte del corpo: significato

Grattarsi è un gesto che, oltre ad alleviare un fastidio, è spesso un indicatore di emozioni soffocate soprattutto se coinvolge mento, fronte, collo e naso.

Come quasi tutti gli atteggiamenti messi in atto in maniera inconsapevole, anche grattarsi è un modo attraverso il quale l'organismo scarica la tensione fisica o psicologica. Il gesto di grattare è legato ad un fastidio a cui si vuole porre rimedio e, a seconda della parte del corpo interessata, può indicare un disagio più o meno forte.

 

Grattarsi sotto il mento o sulla fronte

Quando ci si gratta la zona del collo, in genere il mento è sollevato verso l'alto. Il gesto può essere eseguito a mani nude, con il dito indice o medio che percorre il collo dalla base al mento a volte anche in posizione orizzontale. Lo stesso movimento può essere eseguito con una penna oppure pizzicando l'area del pomo d'Adamo.

Il messaggio inconscio che trasmettiamo con questo movimento è un senso di scetticismo o disinteresse nei confronti di ciò che stiamo osservando o ascoltando.

Grattarsi sulla fronte rende il segnale ancora più forte poiché il gesto imita l'espressione di incredulità che produce le tipiche pieghe orizzontali sulla fronte. Grattarsi le sopracciglia o la fronte con due dita della mano che premono verso l'alto è il tipico gesto di chi vuole nascondere il proprio scetticismo in un contesto in cui sarebbe inopportuno.

 

Grattare o pizzicare il volto

Le parti del volto maggiormente interessate sono il mento e le guance ma anche il collo.

Pizzicarsi è un atto più deciso rispetto al grattarsi e denota un senso di disagio più forte. In questo caso si manifesta un vero e proprio desiderio di fuggire dalla situazione in cui ci si trova: pizzicare la pelle ha infatti l'effetto inconscio di "spostarla" dalla sua sede. In alcuni casi il fastidio è talmente forte che ci si accanisce contro capelli e peli (ad esempio le sopracciglia) fino a strapparli.

Grattarsi il naso, lo zigomo o l'angolo degli occhi

Grattarsi il naso in genere coinvolge la parte esterna delle narici e la piega tra naso e labbra. Spesso il movimento è più deciso e spinge a storcere il naso con le dita.

Grattarsi il naso è un gesto che trasmette un profondo disaccordo o rifiuto nei confronti di ciò che si ha di fronte, spesso indice di un vero e proprio disprezzo.

Il senso di fastidio è tanto più forte quanto più le dita sono vicine alle narici. Se poi il gesto è ripetuto più volte, allora l'intensità del gesto è indiscutibile.

Anche grattarsi lo zigomo o l'angolo interno degli occhi denota un senso di disagio anche se un po' meno marcato.

Il gesto tipico è quello di toccare l'angolo interno dell'occhio come per rimuovere qualcosa: il messaggio che trasmettiamo in questo caso è la volontà di togliere via ciò che ci disturba in quel momento – un discorso, una persona, una situazione.

Se invece è coinvolto l'angolo esterno dell'occhio spesso si tratta di un modo delicato di nascondere una lacrima.

Grattare o pizzicare il collo

Se la parte interessata del collo è quella della base e il movimento è eseguito infilando un dito nel colletto della camicia, allora non ci sono dubbi: è una reazione di fuga.

In genere la bocca resta socchiusa e gli occhi sono un po' più sporgenti del solito.

La persona che mostra questo atteggiamento fa fatica a nascondere ansia e nervosismo in una situazione a cui, evidentemente, non può sottrarsi.

Tentare di allargare il colletto è una risposta inconscia a una reazione biologica: provare ansia genera un restringimento della gola e la sensazione di respirare a fatica.

Chi mostra questi segnali, non c'è dubbio, scapperà appena possibile.

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Quest'articolo è liberamente ispirato al libro

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