Come gestire i soldi: gli adolescenti lo sanno

Come gestire i soldi? Chiedetelo agli adolescenti. Secondo una ricerca, gli adolescenti valutano il rapporto guadagni/perdite meglio dei ragazzi grandi.

Credito telefonico sempre esaurito, borsellino vuoto, paghetta spesa ancora prima di riceverla sono episodi che ricorrono di frequente nelle famiglie degli adolescenti. I genitori, barcamenandosi tra richieste assurde, divieti e prestiti a fondo perduto, si convincono sempre più che i loro eredi non cresceranno mai. E invece, per la prima volta, la scienza sembra ridare credito ai più giovani: secondo gli esperti, gli adolescenti sanno come gestire i soldi.

Gli adolescenti sono perfettamente in grado di gestire i soldi

I ricercatori della Duke University sono giunti a questa conclusione reclutando adolescenti (12-16 anni) e giovani (età media 22 anni) per uno studio sulla valutazione guadagni/perdite.

Tutti i ragazzi sono stati posti di fronte a scenari ipotetici che presentavano diverse combinazioni di guadagni e di perdite. Ogni volta, adolescenti e ragazzi più grandi hanno dovuto scegliere, tra i tre scenari presentati, quello che secondo loro presentava il miglior guadagno in relazione alla perdita.

Le diverse modalità con cui i ragazzi hanno affrontato il compito hanno permesso ai ricercatori di distinguere in base all’età due diversi meccanismi di analisi.

 

Il gruppo dei giovani ha adottato una scorciatoia di elaborazione: dopo aver analizzato e scelto i vari scenari diverse volte, i ragazzi hanno contato il numero di vittorie e perdite per ogni scenario e hanno fatto le successive scelte solo sulla base di questo criterio senza più valutare il rapporto guadagno/perdita.

Al contrario, per minimizzare il più possibile le perdite, gli adolescenti hanno effettuato un’approfondita analisi per ogni combinazione proposta.

Queste differenze analitiche sono state confermate anche attraverso il tracciamento degli sguardi dei ragazzi durante il compito: i ricercatori, guidati da Scott Huettel, docente di Psicologia e Neuroscienze, rivelano che i giovani hanno monitorato tutti i possibili risultati soltanto all’inizio dell’esperimento, mentre gli adolescenti hanno mantenuto un monitoraggio visivo costante per tutta la durata del test.

Gli adolescenti hanno meno esperienza quindi riflettono di più quando si tratta di gestire i soldi

Nonostante il maggior tempo impiegato per la scelta degli scenari, gli adolescenti sono riusciti a guadagnare credito agli occhi degli scienziati.

I ragazzi più grandi, infatti, sono contraddistinti da quel tipo di analisi che è tipica degli adulti. Sulla base di esperienze vissute, i giovani usano scorciatoie mentali cioè semplici regole come quella del “non guidare se bevi” già sperimentate in passato.

Gli adolescenti che invece si affacciano per la prima volta alla vita, che rigettano i consigli dei genitori e il cui bagaglio di esperienze è poco consistente, non hanno altro supporto che quello dell’analisi costante rischio/beneficio con tutto il carico di dubbi e insicurezze che ne deriva.

 

Con il tempo anche gli adolescenti acquisiranno la furbizia tipica degli adulti man mano che gli eventi della vita tenderanno a plasmarli come uomini e donne di domani. Nel frattempo i ricercatori consigliano di offrire loro i mezzi necessari per affinare quella tanto preziosa analisi di fondo.

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