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Adolescenti: la loro razionalità è (quasi) sempre sottovalutata

adolescenti:la loro razionalità è (quasi) sempre sottovalutata

 

Credito telefonico sempre esaurito, borsellino vuoto, paghetta spesa ancora prima di riceverla: sono episodi che ricorrono di frequente nelle famiglie in cui i figli hanno superato i 12 anni e i genitori, barcamenandosi tra richieste assurde, divieti, prestiti a fondo perduto, si convincono sempre più che i loro eredi non cresceranno mai. E invece, per la prima volta, la scienza sembra ridare credito agli adolescenti scovando in loro capacità di giudizio che sarebbero addirittura superiori a quelle dei ragazzi più grandi in materia finanziaria.

 Per giungere a questa sorprendente conclusione, i ricercatori della Duke Univerity (Carolina del Nord) hanno coinvolto adolescenti (12-16 anni) e giovani (età media 22 anni) per uno studio che li invitava a scegliere tra scenari di varie combinazioni di guadagni/perdite possibili. Ad esempio, in uno scenario tipo, si presentavano 1/3 di possibilità di guadagnare 6$, 1/3 di possibilità di guadagnare 4$, 1/3 di possibilità di perdere 4$. I ragazzi sono stati posti ogni volta di fronte a tre scenari del genere e invitati a scegliere quello che secondo loro proponeva un guadagno maggiore.

 Le diverse modalità con cui i ragazzi hanno affrontato il compito hanno permesso ai ricercatori di distinguere in base all’età due diversi meccanismi di analisi.

Il gruppo dei giovani ha adottato una scorciatoria di elaborazione: dopo aver analizzato e scelto i vari scenari diverse volte, i ragazzi hanno contato il numero di vittorie e perdite per ogni scenario e hanno fatto le successive scelte solo sulla base di questo criterio senza più valutare il rapporto guadagno/perdita.

Gli adolescenti, al contrario, per minimizzare il più possibile le perdite hanno effettuato un’approfondita analisi per ogni combinazione che è stata proposta loro.

 Queste differenze analitiche sono state confermate anche attraverso il tracciamento degli sguardi dei ragazzi durante il compito: i ricercatori, guidati da Scott Huettel, docente di Psicologia e Neuroscienze, rivelano che i giovani hanno monitorato tutti i possibili risultati soltanto all’inizio dell’esperimento, mentre gli adolescenti hanno invece mantenuto un monitoraggio visivo costante per tutta la durata del test.

 Nonostante il maggior tempo impiegato per la scelta degli scenari, gli adolescenti sono riusciti a guadagnare credito agli occhi degli scienziati. I ragazzi più grandi, infatti, sono contraddistinti da quel tipo di analisi che è tipica degli adulti, basata cioè su conoscenze ed esperienze vissute che permettono loro di usare scorciatoie mentali ovvero semplici regole come quella del “non guidare se bevi” che non hanno bisogno di essere analizzate ogni volta perché si sa già quali siano le conseguenze. Gli adolescenti, che invece si affacciano per la prima volta alla vita, che rigettano i consigli dei genitori e il cui bagaglio di esperienze è poco consistente, non hanno altro supporto che quello dell’analisi costante rischio/beneficio con tutto il carico di dubbi e insicurezze che ne deriva.

 Con il tempo anche gli adolescenti acquisteranno in misura maggiore o minore la furbizia tipica degli adulti man mano che gli eventi della vita tenderanno a plasmarli come uomini e donne di domani. Nel frattempo i ricercatori consigliano di offrire loro i mezzi necessari per affinare quella tanto preziosa analisi di fondo.

 

 

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