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Meglio stampato o corsivo?

meglio stampato o corsivo?

 

Nell’era della tecnologia anche le scuole si adattano ai cambiamenti e si fa sempre più strada l’idea che un computer potrà presto sostituire totalmente libri e quaderni, ma imparare l’uso della scrittura resta ancora un importante compito che secondo gli esperti dovrebbe assolutamente precedere l’uso di una tastiera. E mentre ci si impegna sempre più a individuare nuove tecniche di insegnamento che fanno uso di tablet e lavagne interattive, si trascurano a volte i piani didattici di base. È il caso dell’apprendimento della scrittura che segue il classico schema stampato/corsivo che a quanto pare non è il migliore.

 

A rivelarlo è uno studio condotto su 718 studenti e insegnanti di una scuola secondaria del Quebec che ha diviso i partecipanti in tre gruppi: i bambini del primo gruppo hanno imparato a scrivere solo in stampato, quelli del secondo solo in corsivo, quelli del terzo in stampato e corsivo contemporaneamente. I risultati peggiori misurati a livello ortografico e sintattico sono stati conseguiti proprio dagli studenti che hanno imparato a scrivere in entrambi i modi.

 

Perché apprendere i due stili è svantaggioso?

 

Durante il primo anno di scuola i bambini sperimentano una crescita nella grafia che permette loro di esprimere molte parole e successivamente concetti e, durante questo processo, c’è un consolidamento costante delle abilità grafico-motorie che permettono loro di scrivere.

 

Interrompere questo importante processo per insegnare un nuovo stile di scrittura non fa altro che impegnare i bambini in nuovi movimenti grafico-motori e rallenta l’apprendimento delle parole. Secondo Isabelle Montesinos-Gelet, docente all’Università di Montreal, insegnare entrambi gli stili non aiuta i bambini a memorizzare prima le parole anzi, la loro attenzione si concentra sulle “nuove” lettere sfavorendo la memorizzazione.  Al termine dello studio infatti non si è riscontrato nessun miglioramento a livello ortografico e sintattico per i partecipanti del terzo gruppo.

 

Tra i due stili, quindi, qual è da privilegiare?

 

Secondo i risultati della ricerca, notevoli miglioramenti nella sintassi sono stati registrati dai bambini che hanno appreso solo il corsivo al contrario di coloro che sono stati impegnati nell’uso dello stampato per i quali invece il livello di competenze sintattiche è rimasto pressoché invariato.

 

Gli studiosi spiegano queste differenze in base ad alcune competenze che si acquisiscono insieme al corsivo.

 

Innanzitutto le lettere in corsivo hanno una certa direzionalità, vale a dire devono essere scritte in un certo modo per poter essere legate tra loro al contrario invece delle lettere in stampato che vengono percepite dai bambini come immagini e per questo spesso scritte al contrario (ad esempio la lettera F viene disegnata con i due bastoncini orizzontali a sinistra).

 

Inoltre, il corsivo permette di avere una maggiore consapevolezza della parola nella sua completezza e di concepire meglio quindi gli spazi tra le parole il che comporta miglioramenti a livello ortografico e sintattico, mentre con lo stampato molto spesso ci capita di vedere scritte delle frasi in cui la spaziatura tra le parole non è corretta.

 

Infine la scorrevolezza del corsivo rende più veloce la scrittura e aiuta quindi i nostri piccoli autori a esprimere tutto ciò che pensano in maniera più fluida, mentre una scrittura più lenta non permette loro di ricordare tutto ciò che vogliono dire.

 

Da qui l’importanza di rendere i movimenti grafico-motori il più possibile automatici in modo tale che il lavoro mentale non sia concentrato solo sulla scrittura e lasci quindi spazio al pensiero.

 

 

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