Stress: di padre in figlio

Lo stress si trasmette di padre in figlio: il DNA di topi maschi stressati influenza l’espressione genica nei cuccioli che risultano più ansiosi e depressi.

 Da sempre si cerca di trovare il segreto per poter decidere il sesso di un futuro bambino provando a concepire in una determinata fase del ciclo lunare o in una certa posizione o dopo aver mangiato particolari alimenti. Tutto senza risultato. Con il concepimento non si può determinare altro che il DNA, il corredo genetico che apparterrà al nuovo individuo, e ciò avviene – per fortuna – in maniera completamente indipendente dalla nostra volontà. Ci sono però aspetti che sembrano influire sul comportamento del bambino e che potrebbero essere legati al momento del concepimento: è il caso dello stress che, a quanto sembra, può essere trasferito agli spermatozoi.

 

I ricercatori dell’Università della Pennsylvania hanno osservato la prole di topi vissuti in un ambiente stressante riscontrando in essi una riduzione dei livelli dell’ormone corticosterone (che negli esseri umani corrisponde al cortisolo) rilasciato in risposta allo stress. Le basse concentrazioni di questo ormone determinano nei cuccioli – sia maschi sia femmine – una risposta allo stress non adeguata ovvero i piccoli non riescono ad adattarsi facilmente ai cambiamenti.

 

Ma come avviene la trasmissione dai padri ai figli?

I ricercatori parlano di epigenetica, una branca della genetica che regola i meccanismi di espressione dei geni dopo la fecondazione. Non si tratta quindi di modifiche nel DNA del cromosoma Y ma di differenze nel modo in cui il DNA viene utilizzato.

Cerchiamo di capire cos’è l’epigenetica

In tutte le cellule di un organismo è infatti presente lo stesso identico DNA perché tutte provengono dallo zigote, la cellula formata dall’unione dello spermatozoo e della cellula uovo. Il fatto però che siamo formati da diversi tipi cellulari (neuroni, cellule muscolari, epidermiche…) dipende da quale “parte” del DNA viene utilizzata.

  

Per semplificare il concetto possiamo pensare a una grande officina dove siano presenti tutti gli attrezzi necessari per qualunque mestiere: un falegname ne utilizzerà alcuni per creare un tavolo, un elettricista ne utilizzerà altri per creare un impianto elettrico e così via. Ogni cellula è un’officina e il DNA è l’insieme degli attrezzi, ogni attrezzo è un gene: nel neurone saranno espressi dei geni diversi da quelli espressi nella cellula muscolare ma tutti saranno sempre presenti in ogni cellula, anche se silenti.

È un’immagine eccessivamente semplificata ma aiuta a chiarire il concetto: i fattori che determinano quali geni devono essere utilizzati e quali devono restare silenti in ogni tipo cellulare rientrano nel campo dell’epigenetica.

Lo stress si trasmette attraverso gli spermatozoi

I ricercatori hanno individuato 9 molecole chiamate microRNA che sarebbero maggiormente espresse negli spermatozoi di topi stressati. Queste molecole prenderebbero di mira gli mRNA di origine materna in modo da modificare alcuni aspetti dello sviluppo del nuovo individuo. È come se le molecole che provengono dal padre avvertissero il nascituro sulle reali condizioni dell’ambiente esterno, preparandolo a una vita più stressante di quanto le molecole della madre vogliano far credere.

 

I cambiamenti nello sperma legati allo stress sono a lungo termine (sono stati ottenuti gli stessi risultati su topi adolescenti e adulti) e si presume che meccanismi simili siano riscontrabili anche per gli esseri umani. Per questo motivo gli obiettivi dei ricercatori si sono focalizzati sui microRNA incriminati in modo da poterli utilizzare in futuro come biomarker per individuare soggetti a rischio di trasmissione e intervenire in tempo con adeguati programmi di prevenzione.

In attesa di saperne di più riguardo l'influenza dello stress sul concepimento, ti consiglio: meditazione per combattere lo stress.

 

 

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