Cyberbullismo:davvero i giovani sono esperti di internet?

Nativi digitali: esperti informatici o spaventati esploratori? Come guidare i giovani all'uso consapevole di internet e prevenire il cyberbullismo.

Indice

Cyberbullismo: una minaccia sottovalutata

Giovani e cyberbullismo: come prevenire

Come riconoscere la dipendenza da smartphone negli adolescenti – criteri diagnostici

Il fenomeno Jonathan Galindo è solo l'ultima delle insidiose sfide che coinvolgono gli adolescenti e che si nutrono dell'anonimato garantito da internet. Galindo, Blue Whale, Hikikomori: termini per lo più sconosciuti al grande pubblico fino a quando un'improvvisa tragedia guadagna le prime pagine della cronaca. Per qualche giorno. Per qualche giorno i genitori controllano le pagine web visitate dai propri figli, gli orari di utilizzo di tablet a smartphone, provano a interagire nel loro linguaggio. Dopo, l'immagine di quel bambino che si getta dall'alto di un palazzo diventa sempre più sbiadita mentre il lavoro, i voti scolastici e i vari impegni tornano ad essere la realtà pressante di ogni adulto che, tra una telefonata e l'altra, dimentica di controllare lo smartphone del figlio.

Cyberbullismo: una minaccia sottovalutata

Come ogni forma di bullismo, anche il cyberbullismo trova terreno fertile nei soggetti fragili e insicuri che non hanno la capacità di denunciare i soprusi, ma il pericolo più grande si nasconde nella superficialità con cui ci si accosta a internet.

Il cyberbullismo è un fenomento ampiamente sottovalutato, in primis dai genitori.

Il primo smartphone si regala oggi intorno ai 9-10 anni ma non si fornisce ai bambini nessuna formazione sull'utilizzo di internet né sui rischi a cui essi possono essere esposti.

I giovani non hanno la reale percezione del potere della rete. Di come la vita privata, nell'era dei social network, acquisti un altro peso (Antonello Soro, Presidente Autorità garante per la protezione dei dati personali)

A differenza del bullismo comune, il cyberbullismo è legato a internet dove tutto è amplificato, veloce e inafferrabile e ogni parola, ogni immagine sfuggono al controllo dopo la pubblicazione.

Nel cyberbullismo si interagisce con uno schermo: la vittima, con le sue emozioni, è ridotta a un avatar anonimo e ciò affievolisce il senso di compassione in chi commette atti di bullismo.

Il confine tra reale e virtuale è talmente labile che si confonde nella mente dei più giovani, aumenta la sensazione di inadeguatezza e si alimenta l'isolamento: la rete diventa l'unico modo per stare insieme agli altri.

I ragazzi sono attratti da tutto ciò che internet per loro rappresenta – la libertà di dire (postare) ciò che vogliono e di soddisfare ogni curiosità – eppure sono spaventati.

La minaccia maggiore a cui si sentono sottoposti è rappresentata

  • per il 69% da internet
  • per 55% dalla droga
  • per il 45% da molestie/aggressioni

Il dato più allarmante, però, è riportato dall'indagine EU Kids Online 2017: i ragazzi (9-17 anni) esposti a esperienze negative online, si confidano soprattutto con amici e coetanei (47%) e meno frequentemente con un genitore (38%). 1 su 4 non ne parla affatto alimentando un senso di angoscia e solitudine che è terreno fertile per comportamenti prepotenti da parte di altri.

Giovani e cyberbullismo: come prevenire

Internet: i consigli degli esperti

Come comportarsi dunque? Gli esperti da tempo sottolineano i rischi per la salute psicofisica dell'utilizzo indiscriminato di dispositivi elettronici connessi a internet (isolamento, dipendenza, cyberbullismo, sexting, trasmissione di dati sensibili) ma sono anche impegnati a diffondere buone pratiche di utilizzo della rete semplici da attuare e soprattutto fondamentali per permettere ai nostri ragazzi di trarre il meglio da questo potente strumento.

Regole e orari per l'uso di smartphone e tablet

Se è ancora possibile interrompere la connessione e impostare lo spegnimento automatico a 10 anni, diventa difficile invece controllare il tempo trascorso online da ragazzi di 15 anni.

È quindi indispensabile imporre limiti all'uso dei dispositivi elettronici e all'accesso a internet. Ad esempio, niente smatphone a tavola, mentre si studia, quando si è in famiglia e prima di dormire. Sono ormai numerosi gli studi scientifici che evidenziano alterazione del ciclo sonno/veglia e dell'attenzione se si utilizza lo smartphone nell'ultima mezz'ora prima di dormire. Meglio un buon libro che, al contrario, aiuta a rilassarsi e a conciliare il sonno.

Comunicare in maniera efficace

Il dialogo costruttivo tra genitori e figli è fondamentale per fornire loro le informazioni di cui hanno bisogno, aiutarli a creare uno spazio che sentano proprio in cui poter interagire senza sentirsi inappropriati.

È importante aiutarli a comprendere che buona parte di ciò che leggono e visualizzano è finzione e, d'altrocanto, tutto ciò che pubblicano può essere distorto e amplificato e diventare un boomerang. Per far questo non è indispensabile essere esperti informatici, è necessario essere un buon genitore.

Dare il buon esempio

Nell'era digitale è fondamentale che i genitori costruiscano una propria identità digitale che sia coerente con quella reale. Da sempre, ciò che conta di più nel percorso educativo è l'esempio e se i figli sono nativi digitali, mamma e papà devono imparare a essere genitori anche digitali:

  • imparare a controllare le attività dei ragazzi online (non basta semplicemente dare uno sguardo ai profili social!) interessandosi a ciò che pubblicano senza invadere la loro privacy
  • rispettare le regole: niente smartphone a tavola, mentre si lavora (se possibile) e, soprattutto, MAI tenere gli occhi sullo schermo mentre ci parlano (gli effetti: ne ho parlato qui)
  • imparare a distinguere le notizie affidabili dalle fake news in modo da incentivare in loro una sana cultura del sapere
  • proporre l'utilizzo di internet per approfondire un argomento che attira la loro curiosità o chiarire dubbi, magari spronandoli a sapere di più (come canta Lorenzo Baglioni, "Secchione is the new figo")
  • non pubblicare immagini o informazioni dei propri figli senza il loro consenso. Si chiama Sharenting e può avere importanti ripercussioni sul rapporto genitore-figlio nonché sulla loro identità digitale presente e futura: non dimentichiamo che tutto ciò che lasciamo in rete sfugge al nostro controllo! Pubblicare foto di bambini e ragazzi è un argomento molto delicato che esula dallo scopo di questo articolo, vi basti sapere che in Francia e in Italia sono diversi i casi giusiziari a carico di genitori che, in quanto a post, non si fanno tanti scrupoli!

Fare rete

Homo sapiens ha imparato ad adattarsi, è questa la sua forza. Non c'è genitore che, con un po' di impegno, non possa imparare a gestire gli strumenti che permettono di controllare la presenza dei propri figli in Internet.

Sono sempre più diffusi centri di specializzazione e campagne di sensibilizzazione sul tema del cyberbullismo, ma a volte basta davvero poco: confrontarsi con altri genitori, parlare con pediatri e operatori sanitari che sapranno indirizzare verso i comportamenti più adeguati.

Divieti totali e indiscriminati non si sono mai rivelati la strategia migliore. È importante che durante l'adolescenza i ragazzi siano esposti a rischi, nella vita reale come in quella virtuale, perché è sull'esperienza che riusciranno a costruire il loro futuro. E internet è parte del loro futuro più di quanto non possa sembrare influenzando la loro identità personale e sociale. Ma devono essere ben equipaggiati, conoscere a poco a poco il mondo che impareranno ad affrontare e per far questo devono essere accompagnati, ascoltati e supportati.

Nessuno lascerebbe il proprio figlio di due anni da solo in una strada trafficata eppure a quell'età è ben capace di tenersi sulle gambe e camminare. A dieci anni i nativi digitali sono in grado di padroneggiare le nuove tecnologie spesso meglio dei genitori ma ciò non deve sovvertire i ruoli: la presenza costante e vigile dei genitori è l'arma migliore di cui possiamo munirli affinché si sentano sicuri e tutelati e possano navigare e prendere il largo senza imbattersi in pericolose tempeste.

"Internet non è stato concepito per i più piccoli (Commissione europea)

(Caterina Stile)

Come riconoscere la dipendenza da smartphone negli adolescenti – criteri diagnostici

Utilizzi in maniera errata lo smartphone se presenti 3 o più dei seguenti sintomi:

• Difficoltà a resistere all'impulso di utilizzare lo smartphone

• Irritabilità e ansia durante un periodo di astinenza da smartphone

• Uso dello smartphone per un periodo più lungo di quanto vorresti

• Desiderio persistente e/o tentativi falliti di abbandonare o ridurre l'uso dello smartphone

• Incapacità a staccarsi dallo smartphone

• Uso eccessivo e prolungato degli smartphone nonostante la conoscenza di un problema fisico

o psicologico causato dall’iperconnessione.

Hai già un danno se hai 2 o più dei seguenti sintomi:

• l’uso eccessivo di smartphone comporta persistenti o ricorrenti problemi fisici o psicologici

• l’uso dello smartphone avviene in una situazione di pericolo fisico (ad es. uso di smartphone

mentre si guida o si attraversa la strada) o di rischio di altre conseguenze sulla vita quotidiana

• l’uso eccessivo dello smartphone compromette le relazioni sociali, i risultati scolastici o le

prestazioni lavorative

• l'uso eccessivo di smartphone “ruba” il tuo tempo

Bibliografia

Safer Internet Day study: il cyberbullismo, Ipsos per Save the Children, 2014

Smartphone e adolescenti: se l’abitudine diventa dipendenza. Un nuovo Position Statement della SIP rivolto a preadolescenti e adolescenti (https://www.sip.it/wp-content/uploads/2019/05/2019-05-29-Smartphone-e-adolescenti_position-statement-def.pdf)

Intervista ad Antonello Soro, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali - "La Repubblica", 18 ottobre 2013 (https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/2296565)

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