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Apprendimento per imitazione: così i bambini imparano il movimento

Apprendimento per imitazione: così i bambini imparano il movimento

Neuroni specchio e apprendimento per imitazione: così i bambini di pochi mesi imparano il movimento del proprio corpo senza nemmeno accorgersene.

La corteccia cerebrale, ovvero la parte più esterna di quello che comunemente chiamiamo cervello, è una struttura molto complessa che regola importanti funzioni: l’elaborazione degli stimoli provenienti dai cinque sensi, la coordinazione del movimento, il pensiero e il ragionamento sono solo alcune delle sue competenze.

Gli strumenti sempre più sofisticati hanno permesso di disegnare una mappa somatotopica cioè una rappresentazione schematizzata delle diverse zone della corteccia cerebrale in base alla funzione che controllano.

In maniera molto semplificata possiamo dire che un’area della corteccia si accende ad esempio quando si muove una gamba, un’altra per il braccio e così via. Se una regione cerebrale viene danneggiata, si perde sensibilità e/o movimento nella struttura anatomica associata.

Neuroni specchio e movimento

Le diverse aree della corteccia cerebrale non si attivano soltanto per organizzare e coordinare i propri gesti ma anche se si osserva qualcun altro compiere un movimento. Questa importante scoperta avvenuta in maniera quasi casuale nei laboratori del prof. Giacomo Rizzolatti, ha portato alla ribalta i cosiddetti neuroni specchio. Vediamo in breve di cosa si tratta con un esempio molto semplificato.

Quando alziamo il braccio destro si attiva nel nostro cervello una zona della corteccia che per semplicità chiameremo A. Se teniamo fermo il nostro braccio, ma di fronte a noi c’è una persona che alza il suo braccio destro, la nostra area A si attiverà ugualmente, come se fossimo noi stessi a compiere il gesto.

[Per approfondire l’affascinante argomento dei neuroni specchio:

neuroni specchio-cosa sono e come funzionano

neuroni specchio-empatia, linguaggio e autismo]

L’imitazione è alla base dell’apprendimento del movimento nei bambini piccoli

I ricercatori dell’Università di Washington e della Temple University di Philadelphia si sono chiesti se il meccanismo dei neuroni specchio sia anche alla base dell’apprendimento nei bambini.

Per questo motivo 70 bambini di 14 mesi sono stati sottoposti a elettroencefalogramma per rilevare l’attività cerebrale durante il movimento di mani o piedi.

Durante lo studio i bambini, seduti sulle gambe di un genitore, hanno semplicemente osservato uno sperimentatore che toccava con la mano o con il piede una palla su un tavolino che al contatto suonava musica e lanciava coriandoli.

I risultati dell’esperimento hanno confermato ciò che i ricercatori si attendevano: quando lo sperimentatore toccava la palla con la mano, nel cervello dei bambini si illuminava l’area della corteccia che coordina il movimento della mano e lo stesso è accaduto con l’uso del piede. In tutti i casi le aree cerebrali si sono attivate anche se i bambini non hanno eseguito alcun movimento.

Esiste quindi un meccanismo ben preciso di imitazione che facilita l’apprendimento nei bambini.

L’apprendimento per imitazione nei bambini è un processo inconsapevole

L’aspetto interessante che distingue lo studio sugli adulti da quest’ultimo eseguito sui bambini è l’evidenza che a 14 mesi i bambini non sanno come muovere mani e piedi, anzi non sono neanche ancora capaci di riconoscere le mani e i piedi e comprenderne la funzione quindi ciò che accade nel loro cervello è del tutto inconsapevole e indipendente dalla loro volontà.

J.Saby, studente di Psicologia e primo autore dell’articolo, afferma che le azioni che i bambini osservano in altre persone sono proiettate sul loro stesso corpo ovvero il sistema nervoso li collega in maniera diretta agli altri mediante processi di imitazione e legame socio-emotivo. Questo meccanismo fa sì che sia più semplice per loro riprodurre i movimenti che osservano.

In sostanza, guardando un adulto muovere la mano, nel cervello dei più piccoli si attiva la corteccia relativa a quel movimento anche se non sono loro a compiere il gesto, non sanno cosa sia la mano e non si rendono conto di possederne una, anzi due.

Come dicono i ricercatori: “I bambini ci guardano e vedono se stessi”. Ecco perché l’esempio degli adulti è tanto importante.

[Ti consiglio anche: l’asimmetria nel cervello influenza l’apprendimento nei bambini]

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