Giovani alla guida: il corpo striato regola gli atteggiamenti rischiosi

Giovani alla guida: la presenza di un adulto nei primi mesi al volante “modella” l’azione del corpo striato nel cervello e abitua a una guida più prudente.

L’adolescenza, più di qualsiasi altra età, è associata al piacere del rischio. Autorevoli ricerche dimostrano che si tratta di un comportamento influenzato da ciò che accade nel cervello dei giovani, in particolare in una regione chiamata corpo striato.

Questa parte del cervello regola il senso di soddisfazione che proviamo quando riceviamo una ricompensa (di qualunque tipo essa sia).

La propensione al rischio è associata a questa sensazione – si rischia di più in vista di soddisfazioni maggiori – e il fatto che questa regione del cervello sia più attiva nei giovani, spiega alcuni comportamenti tipici dell’adolescenza.

Il ruolo del corpo striato: quando il cervello è più “prudente” alla guida

Un team di ricercatori dell’Università dell’Illinois ha approfondito la propensione al rischio dei giovani monitorando il flusso sanguigno al cervello in un test di guida simulata. L’esperimento è stato articolato in due fasi: in un primo momento i giovani erano in auto da soli, in seguito hanno guidato con accanto la propria madre.

I risultati dello studio sono rilevanti più a livello cerebrale che comportamentale. Infatti quando sono soli, i giovani alla guida sono molto più propensi a prendere decisioni rischiose e gratificanti, ad esempio attraversare un incrocio con il semaforo giallo. Al contrario, quando la mamma è accanto, davanti al giallo del semaforo i giovani frenano. Ma di questo non ci si stupisce.

Quello che davvero sorprende di questo studio è il riscontro di ciò che avviene nel cervello: quando i giovani alla guida sono soli e ignorano il semaforo giallo, il flusso sanguigno nel corpo striato aumenta considerevolmente indicando una maggiore attivazione di quest’area. Questa reazione non si verifica quando i giovani sono alla guida in presenza del genitore: in questi casi la percentuale di scelte rischiose scende dal 55 al 45%.

 

I ricercatori hanno evidenziato anche un altro importante aspetto: quando i giovani alla guida hanno accanto la madre, si attiva nel loro cervello anche la corteccia prefrontale. Quest’area è una delle più evolute del cervello e regola il controllo cognitivo ovvero la capacità di pensare e razionalizzare. La corteccia prefrontale non è attiva quando i giovani guidano da soli: ciò indica una minore consapevolezza delle scelte fatte al volante.

[Ti consiglio anche: come gestire i soldi, gli adolescenti lo sanno]

La presenza di un adulto “modella” il cervello dei giovani alla guida

Dunque l’unico modo per evitare scelte rischiose al volante è piazzarsi in auto ogni volta che i nostri figli escono? Assolutamente no. Anzi, i ricercatori asseriscono che i risultati dello studio non rappresentano una mera constatazione dei fatti ma uno strumento in più nelle mani dei genitori per educare i giovani a una guida più prudente.

Infatti, più che il riscontro temporaneo legato al momento in cui la madre è fisicamente presente nell’abitacolo, gli esperti sottolineano l’importanza degli effetti a lungo termine dell’interazione genitore-figlio: la riduzione dell’attività del corpo striato (e quindi dell’effetto gratificante del rischio) nonché l’intervento della corteccia prefrontale associata ai meccanismi di controllo consapevole sono due eventi che modellano il modo stesso in cui il ragazzo sta ragionando e si sta rapportando al rischio. Si tratta di meccanismi che “abituano” il cervello a una guida più sicura.

 

È quindi importante la presenza dei genitori soprattutto durante primi mesi di guida quando i giovani non hanno ancora identificato un proprio stile al volante.

Gli esperti confermano che quel controllo che i giovani sentono tanto opprimente è in realtà uno dei pochi strumenti efficaci per consolidare nei propri figli atteggiamenti prudenti e responsabili.

[Ti consiglio anche: genitori autorevoli, vantaggi per i figli e i loro amici]

Ref: E. H. Telzer, N. T. Ichien, Y. Qu. Mothers know best: redirecting adolescent reward sensitivity toward safe behavior during risk takingSocial Cognitive and Affective Neuroscience, 2015

Il divorzio è scritto nel DNA

Il divorzio è scritto nel DNA

Il divorzio si trasmette per via ereditaria: una nuova ricerca scopre nel DNA i geni che influenzano le relazioni di coppia e la tendenza a divorziare.

Donne vs uomini: il tradimento

perché gli uomini tradiscono più delle donne

Perché gli uomini tradiscono più delle donne? Tra le tante cause del tradimento, per l’uomo giocano un ruolo importante autocontrollo e istinti sessuali.

Quanto pesa il cervello?

quanto pesa il cervello

Quanto pesa il cervello? Perché è l'organo più grasso? Quanto sangue attraversa il cervello? Numeri e curiosità sull'organo più complesso del corpo umano.

Vita dopo la morte: l'ipotermia è la chiave dei risvegli

il confine tra la vita e la morte

Nuove tecniche di intervento per riportare in vita pazienti dopo la morte: controllare l’ipotermia potrebbe favorire i risvegli in caso di arresto cardiaco.

Neuroni specchio: cosa sono e come funzionano

Neuroni specchio: cosa sono e come funzionano

I neuroni specchio aprono una nuova strada nello studio della psicologia e del comportamento umano. Scopriamo in maniera semplice cosa sono e come funzionano.

Il sonno potenzia la riparazione dei danni al DNA

Il sonno potenzia la riparazione dei danni al DNA

Sonno e cervello: un interessante studio rivela che, nei neuroni, i meccanismi di riparazione dei danni al DNA sono più efficienti mentre dormiamo.

Un robot per studiare il sorriso dei neonati

diego san, il robot bambino

Il sorriso dei neonati non è una risposta automatica all’espressione degli adulti: la ricerca rivela che i neonati sorridono per un motivo ben preciso.

L'allattamento al seno aumenta la mielina nel cervello dei bambini

L'allattamento al seno aumenta la mielina nel cervello dei bambini

Benefici dell’allattamento al seno: il latte materno aumenta la produzione di mielina nel cervello dei neonati rendendo i neuroni più veloci ed efficienti.

I segnali dell'attrazione: la postura

I segnali dell'attrazione: la postura

I segnali dell'attrazione passano attraverso il corpo: come scoprire se c'è interesse osservando l'orientamento del corpo e la direzione di braccia e gambe.

Le carezze cambiano il DNA - Roberto Giacobbo

Le carezze cambiano il DNA - Roberto Giacobbo

"Le carezze cambiano il DNA" di Roberto Giacobbo: un'analisi completa e chiara sull'epigenetica e sul nostro potere di cambiare il DNA con lo stile di vita.