Questo sito utilizza i cookie - anche di terze parti. Chiudendo questo avviso o continuando la navigazione accetti il loro utilizzo. Per saperne di più leggi l'informativa.

CONOSCI TE STESSO

Il divorzio è scritto nel DNA

Il divorzio è scritto nel DNA

 

I divorzi sono in aumento. Le statistiche dicono che nel 2012 ci sono state 300 separazioni e più di 174 divorzi ogni mille matrimoni. Le ragioni per cui il matrimonio è diventato un'istituzione guardata con diffidenza sono da ricercare non soltanto nel cambiamento rilevante che ruota attorno all'emancipazione femminile ma anche a un contesto economico-sociale molto diverso da quello di qualche decennio fa.

Tradimenti, violenze, instabilità economica, incompatibilità caratteriale, esigenze di autonomia personale incidono come uno scalpello sulle relazioni di coppia che, ormai libere dalla morale pubblica, non si nascondono più dietro un velo di omertà e vergogna. Il divorzio è oggi per tutti un'eventualità da non escludere.

 

Divorzio: un esempio negativo per i figli

Secondo molti studi condotti finora attorno al divorzio, l'ambiente psico-emotivo che viene a crearsi nelle famiglie instabili pesa sui figli come un macigno. I continui battibecchi tra mamma e papà creano nella mente dei figli un'idea alterata di relazione di coppia: essi crescono pensando che il conflitto sia la norma in una famiglia e tendono a proiettare questo atteggiamento nelle relazioni che instaurano da adulti. Diverse ricerche dimostrano infatti che i figli di genitori divorziati hanno maggiore probabilità di divorziare da adulti.

 

Secondo una nuova interessante ricerca, invece, sarebbe il DNA il vero responsabile del divorzio.

Attingendo al database nazionale, i ricercatori svedesi della Virginia Commonwealth University hanno incrociato i risultati di numerosi studi condotti finora attorno al divorzio e sono giunti a una conclusione inattesa.

Il contesto sociale influisce molto sulle relazioni di coppia ma, a quanto pare,

esiste una componente genetica che rende alcune persone più propense al #divorzio Click to Tweet

Una sorta di ereditarietà che si trasmette dai genitori ai figli.

 

I ricercatori hanno infatti constatato che chi divorzia ha spesso in comune degli aspetti caratteriali che si trasmettono per via genetica. Nella maggior parte dei casi analizzati, si tratta di soggetti con elevati livelli di emotività negativa, caratterialmente instabili, poco propensi ad accettare limiti e costrizioni o che non hanno idea di cosa sia l'empatia.

La professoressa Jessica Salvatore, primo autore dell'articolo pubblicato su Psychological Science, spiega ad esempio che le persone nevrotiche tendono a percepire il partner più negativo di quanto realmente sia e questo influisce molto sulla relazione di coppia. La nevrosi è un carattere ereditario.

 

La causa principale del divorzio resta il matrimonio (Jerry Lewis)

 

Cosa significa ereditarietà del divorzio

In realtà non esiste un "gene del divorzio" che si trasmetta dai genitori ai figli. Esiste invece un'ereditarietà di alcuni aspetti caratteriali che influenzano molto il nostro modo di rapportarci agli altri e quindi l'esito delle relazioni interpersonali.

Una persona emotivamente stabile, tranquilla, dal polso fermo ma non autoritaria, autoironica e affidabile (se esiste) instaura delle relazioni basate su un confronto positivo, trasmette sicurezza e inonda la casa di un clima sereno.

Al contrario, un soggetto collerico, in perpetua lotta con il mondo, che esplode per ogni inezia e non si fida degli altri assume un atteggiamento costante di difesa e scarica i suoi eccessi di ira e ansia su chi gli è accanto.

È facile intuire che le probabilità di successo del matrimonio siano molto maggiori nel primo caso.

 

Ora consideriamo che molti dei nostri atteggiamenti sono scritti nel DNA: il nostro essere calmi e razionali o impulsivi e ansiosi, la nostra propensione a contare sugli altri o a tenere le distanze dipendono in larga parte dal patrimonio genetico trasmesso dai nostri genitori. Ed è lo stesso DNA (adeguatamente fuso con quello del partner) che trasmettiamo ai nostri figli.

 

Divorzio: un ponte tra genetica e prevenzione

Lo studio dei ricercatori svedesi non vuole mettere in dubbio la letteratura scientifica che ruota attorno al divorzio ma intende far luce su un aspetto che è stato a lungo sottovalutato e che invece sembra avere un ruolo fondamentale.

Assumere che vi sia una trasmissione genetica di aspetti che ci predispongono o meno a relazioni di coppia stabili, equivale a migliorare il target di intervento per le terapie di coppia. Secondo la dott.ssa Salvatore è infatti possibile lavorare sui figli di divorziati per individuare quali atteggiamenti (ereditari) possono essere negativi per le relazioni di coppia. Sarà così possibile intervenire a livello educativo e preventivo e magari evitare l'ennesimo divorzio.

 

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!

ULTIMI ARTICOLI

Dall'amore platonico al colpo di fulmine: secondo la teoria americana del triangolo dell'amore, tre sono gli elementi magici per relazioni felici e durature.

Quanti neuroni abbiamo? Quanti calcoli possiamo fare? Scopriamo i numeri delle sinapsi cerebrali che rendono il cervello più potente di qualsiasi computer.

Quanto pesa il cervello? Perché è l'organo più grasso? Quanto sangue attraversa il cervello? Numeri e curiosità sull'organo più complesso del corpo umano.

Per il bambino sua madre è il mondo intero: scopriamo perché il rapporto madre-figlio è importante e quali sono le responsabilità della figura di attaccamento.

Il tumore è una malattia che nasce dalle nostre cellule: mutazioni genetiche nel DNA rendono i nostri geni (oncogeni e oncosoppressori) alleati del cancro.

Newsletter