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Il cervello e la bellezza

Il cervello e la bellezza

La bellezza di un volto non va sottovalutata: secondo uno studio, il nostro cervello vede segni di salute e potenziale riproduttivo nei volti attraenti.

 La vera bellezza è quella d'animo, afferma qualcuno, ma chi non si è voltato almeno una volta a guardare un uomo o una donna particolarmente attraenti? Nessuno può negare che l'aspetto fisico abbia un'importanza fondamentale nelle nostre valutazioni, almeno quelle immediate, e la scienza sembra confermarlo.

 

Alcuni studi recenti dimostrano che l'essere umano è attratto dal volto dei suoi simili per ragioni evolutive: alcuni lineamenti del viso, infatti, indicano chiaramente lo stato di salute e il potenziale riproduttivo di chi ci sta di fronte. È vero che osservare una faccia nuova non implica necessariamente instaurare una relazione, ma è pur vero che gli istinti primordiali, quelli che condividiamo con gli altri animali e che dirigono i nostri comportamenti verso obiettivi mirati, sono sempre fortemente radicati in noi.

In quest'ottica esclusivamente evolutiva, l'attrazione va di pari passo con l'accoppiamento e questo spiega perché, per esempio, le donne sono più attratte da uomini che hanno toni di voce più bassi.  

[Per approfondire: la voce maschile – cosa dice di un uomo

e perché attrae le donne]

I volti attraenti attivano il sistema di ricompensa nel cervello

Il sistema cerebrale coinvolto in queste dinamiche prende il nome di "sistema di ricompensa" e comprende alcune aree profonde del cervello che si attivano quando, ad esempio, si vince un premio o ci si concede un regalo o uno strappo alla dieta. In questi casi si sperimenta un senso di gratificazione che influisce in maniera positiva sul nostro status psico-fisico (ammesso che lo strappo alla dieta non sia troppo frequente, pena i sensi di colpa).

 

Le stesse emozioni emergono però anche quando si fa uso di droghe ed è stato proprio questo aspetto il punto cardine dello studio condotto da Olga Chelnokova, ricercatrice all'Università di Oslo.

È possibile modulare le reazioni del cervello davanti a volti attraenti

La psicologa ha individuato diverse immagini di volti umani classificandole come molto, poco o per niente attraenti e ha quindi chiesto ad alcuni volontari di osservarle e indicare il grado di attrazione che suscitavano in loro.

 

L'esposizione alle immagini è stata effettuata in due momenti diversi: uno dopo somministrazione di una dose leggera di droga che blocca il sistema di ricompensa e l'altro dopo somministrazione di morfina, che al contrario agisce sul sistema di ricompensa potenziandolo.

 

I risultati non hanno lasciato dubbi: per le immagini poco o per niente attraenti non sono stati ottenuti effetti rilevanti mentre, nel caso dei volti più affascinanti, i volontari hanno indicato valori di attrazione significativamente maggiori quando erano sotto l'effetto della morfina. Non solo, i soggetti hanno anche chiesto di osservare più a lungo quei volti.

La bellezza è nel cervello

Gli aspetti normalmente intesi come canoni di bellezza hanno quindi un fondamento biologico: l'incarnato, l'armonia del volto, le condizioni dello sguardo e delle labbra trasmettono al nostro cervello dei segnali più o meno piacevoli, influenzando il nostro atteggiamento nei confronti di coloro con i quali siamo chiamati a interagire.

 

"Un essere umano è una creatura estetica prima che etica"

(Joseph Brodsky)

 

Questo studio dimostra, però, che è possibile anche procedere in senso opposto ovvero intervenire sul cervello per influenzare il grado di attrazione che subiamo dagli altri anche se solo relativamente a volti attraenti. In parole povere, la morfina ci fa piacere di più le persone che già ci piacciono, ma non ha nessun effetto su chi proprio non ci va giù.

La bellezza ha un effetto immediato ma breve

C'è da sottolineare, però, che il sistema di ricompensa gestisce la risposta immediata del cervello e non quella a lungo termine: ciò significa che è responsabile della prima impressione che si ha di un volto ma non influenza i nostri comportamenti successivi.

 

Ed è un bene: basare le proprie relazioni sociali esclusivamente sull'aspetto fisico sarebbe indice di una società arida e superficiale. L'analisi di altri fattori – simpatia, sensibilità, cooperazione, disponibilità, autoironia... – di gran lunga più importanti della bellezza, aiutano a instaurare rapporti concreti e duraturi che arricchiscono entrambe le parti molto più di quanto non possa fare un bel volto (magari anche ritoccato!).

 

 

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