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Emozioni contagiose: il legame biologico tra esseri umani

emozioni contagiose: il legame biologico tra esseri umani

Esiste la prova che le emozioni degli altri influenzano il nostro cervello: i neuroni specchio spiegano che l'empatia è la chiave per relazioni sociali felici.

 I ritmi frenetici della società moderna, coadiuvati dall'invasione delle nuove tecnologie, spingono l'uomo verso uno stile di vita sempre più individualista fatto di egoismo e attaccamento al denaro. Se alcuni fattori come le guerre, le false alleanze e la corsa al potere sono presenti in ogni periodo storico, l'isolamento sociale è tipico del nostro tempo.

L'avvento dei social network ha rivoluzionato le relazioni sociali e tra studi scientifici che vedono l'uomo in difficoltà a instaurare rapporti "sani" e altri che invece confermano una maggiore possibilità di interagire con gli altri, si tende a perdere il punto focale dei rapporti umani: le emozioni.

L'uomo è un animale sociale, scriveva Aristotele. Da sempre gli scienziati affrontano i diversi aspetti delle relazioni sociali cercando di comprenderne i meccanismi profondi. Di recente, diversi studi sembrano avvalorare l'ipotesi che le emozioni rappresentino un legame intimo e profondo molto forte tra gli esseri umani, il filo invisibile sul quale si fonda la società e che sembra avere una base biologica attendibile.

Nel corso dell'evoluzione, quando compaiono le emozioni?

Molto presto. Alcune ricerche dimostrano che le emozioni vengono codificate in una struttura del sistema nervoso chiamata tronco encefalico. Il tronco encefalico si trova alla base del cranio ed è presente già nei rettili. Se ricordiamo qualcosa dei nostri studi di scienze a scuola, sappiamo che l'evoluzione del regno animale segue grossomodo questa sequenza: pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi. Dire quindi che una parte del corpo è comparsa nei rettili equivale ad affermare che si tratta di una struttura molto arcaica.

Nel tronco encefalico vengono codificate le emozioni ma non in maniera consapevole: si tratta principalmente di reazione agli stimoli che generano emozioni come la paura e regolano le risposte comportamentali.

La consapevolezza delle emozioni giunge molto più tardi con la comparsa di strutture cerebrali che mettono in collegamento il tronco encefalico con i centri cognitivi superiori. Una delle principali regioni del cervello implicate in questa associazione è l'insula.

[Puoi scoprire le emozioni in maniera divertente qui: Inside out, il film d'animazione sul cervello]

 

Perché le emozioni sono contagiose: la scoperta dei neuroni specchio

I neuroni specchio sono cellule del cervello che hanno un comportamento particolare. Si tratta di neuroni che si "accendono" sia quando compiamo un'azione sia quando osserviamo qualcun altro compiere la stessa azione.

La scoperta dei neuroni specchio è relativamente recente ed è merito del team di Giacomo Rizzolatti, direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Parma.

[Per approfondire l'argomento dei neuroni specchio, ti consiglio il libro scritto da Giacomo Rizzolatti e Lisa Vozza]

 

Dopo i primi studi condotti per approfondire il comportamento dei neuroni specchio in relazione ai movimenti del corpo, i ricercatori si sono chiesti se esiste un meccanismo specchio anche per le emozioni.

Le ricerche successive hanno dimostrato in maniera inconfutabile che se osserviamo una persona che mostra un'espressione di disgusto (ad esempio davanti a un piatto poco invitante), nel nostro cervello si attivano gli stessi suoi neuroni, cioè quelli coinvolti nell'emozione disgusto.

Questo meccanismo specchio ci permette di provare le stesse emozioni di chi ci sta di fronte.

 

Non si tratta di un'azione consapevole: non siamo noi a scegliere quali neuroni accendere per condividere le emozioni del nostro interlocutore, ma è l'emozione dell'altro ad attivare direttamente il nostro cervello.

Questa scoperta pone le basi scientifiche per la teoria dell'empatia. Il fatto che ci sia tra le persone un legame biologico oggettivo che si basa su una stimolazione emotiva, conferma la capacità dell'essere umano di condividere le emozioni sentendole sulla propria pelle e, di conseguenza, la sua natura sociale. L'uomo non è nato per stare da solo e i neuroni specchio ne danno conferma.

 

Empatia e narcisismo: relazioni sociali complesse

La prova biologica della teoria dell'empatia mostra ripercussioni importanti sulla vita sociale quotidiana. Episodi quasi banali come la contagiosità dello sbadiglio e del sorriso trovano spiegazione nell'ottica dei neuroni specchio.

Anche la convinzione che le donne siano più dotate di empatia rispetto agli uomini trova conferma nella maggiore attivazione dei neuroni specchio nel cervello femminile.

[Puoi approfondire qui: l'empatia è nel DNA delle donne]

Leggere le relazioni sociali in chiave anche biologica può aiutare ad affrontare aspetti della psicologia che ancora mancano di base scientifica. Il narcisismo, che rappresenta una condizione legata ad assenza di capacità empatica, potrebbe essere legato ad un funzionamento anomalo del sistema specchio.

Questo è solo un esempio, ma le implicazioni cliniche della scoperta dei neuroni specchio sono innumerevoli e di sicuro riserveranno importanti rivelazioni nei prossimi anni.

"I neuroni specchio saranno per la psicologia quello che il DNA è stato per la biologia" (Ramachandran)

 

[Ti potrebbe interessare: neuroni specchio – empatia, linguaggio e autismo]

Neuroni specchio: la base scientifica dell'amore

Trasferire le proprie emozioni, il proprio amore sugli altri è forse il desiderio di ogni innamorato che vorrebbe amplificare i sentimenti dell'altro sulla base dei propri. Ciò non è possibile (ancora) ma i recenti studi dimostrano che essere attenti alle emozioni di chi ci sta accanto in qualche maniera "modella" il nostro cervello. Non è una situazione difficile da riprodurre: basta restare per un po' di tempo accanto alla persona amata o dedicare attenzioni ai propri figli, che ci si sente assalire da benessere ed emozioni positive (discussioni a parte).

[Ti potrebbe interessare: il contatto fisico allevia il dolore]

Condividere la vita di coppia significa appoggiarsi l'uno all'altra, compenetrarsi nelle emozioni più profonde, aprirsi al dialogo e al confronto e soprattutto comprendersi. Comprendere deriva dal latino cum + prehendere e significa letterlamente prendere insieme, contenere in sé: è in questo processo il segreto di una vita felice in due.

La scienza conferma quindi che vivere insieme aiuta a plasmarsi a vicenda poiché le nostre emozioni influenzano i processi mentali di chi ci è più vicino.

"Nelle coppie, quando si crea affinità, si finisce per somigliarsi. Quelle affini sono probabilmente le più felici" (Giacomo Rizzolatti)

[Per approndire l'affascinante tema dei neuroni specchio, ti consiglio il libro "Nella mente degli altri" di Giacomo Rizzolatti e Lisa Vozza. Ne ho parlato qui.] 

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