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Uomini più creativi: è solo un pregiudizio

uomini più creativi: è solo un pregiudizio

 

La società è costruita dagli uomini e per gli uomini: è quanto rivelano i ricercatori della Duke University che evidenziano i pregiudizi ancora fortemente maschilisti che penalizzano le donne nel mondo del lavoro.

 

Nonostante gli interventi stabiliti dai governi per incentivare la presenza femminile nei consigli di amministrazione, nella politica e in tutti gli ambiti che da sempre sono di dominio maschile, le donne rappresentano ancora una minoranza. Contro ogni evidenza sperimentale e statistica che pone le donne su un gradino più alto in quanto a qualità manageriali, gli uomini restano ancorati alle loro preziose poltrone perché considerati più idonei. Ma secondo gli esperti si tratta solo di stereotipi.

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La scienza spezza le gambe agli stereotipi

La rivelazione viene dalla Duke University (Carolina del Nord) dove il ricercatore Devon Proudfoot (ebbene sì, un uomo) ha guidato una serie di studi per valutare se la percezione della creatività può essere influenzata dal genere.

 

In un primo test effettuato online su 80 partecipanti, i ricercatori hanno evidenziato che normalmente il pensiero creativo è associato a tratti della personalità che sono stereotipicamente maschili come decisione, audacia, competitività, ambizione, assunzione di rischi e non ad esempio a cooperazione, comprensione e sostegno degli altri, aspetti comunemente interpretati al femminile.

 

Nel secondo studio, molto interessante, 169 partecipanti hanno valutato online le immagini di due progetti, uno proposto da un architetto e l’altro da un fashion designer. Ad alcuni partecipanti è stato detto che l’autore del progetto era un uomo ad altri una donna sebbene si trattasse in realtà della stessa persona. I giudizi, ottenuti considerando aspetti come creatività, originalità e pensiero fuori dagli schemi, hanno evidenziato che un architetto uomo è percepito come più creativo di un architetto donna. Nel caso di progetti di fashion design non è stata riscontrata una differenza significativa perché, secondo i ricercatori, è un ambito poco associato alla sfera maschile.

 

Gli uomini considerano gli uomini più innovativi e coraggiosi

Nel mondo reale la situazione non cambia. Più di 100 dirigenti, uomini e donne, sono stati posti sotto la lente da un lato da supervisori e dall’altro da coloro con i quali avevano un contatto diretto.

I supervisori hanno considerato gli uomini più innovativi delle donne, i contatti diretti invece, quanto a innovazione, li hanno posti allo stesso livello.

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La differenza è sostanziale: il giudizio di un supervisore che conosce a malapena il nome del dirigente è sicuramente meno attendibile del giudizio di chi lavora a contatto con lo stesso dirigente e lo osserva operare sul campo tutti i giorni. Gli schemi di valutazione “passiva” di un supervisore sono quindi stereotipati e calibrati su ciò che ci si aspetta da un uomo.

 

Questa evidenza è confermata anche dall’ultimo test condotto dal team del dott. Proudfoot: 125 partecipanti sono stati chiamati ad analizzare i piani strategici aziendali più o meno rischiosi proposti da un manager uomo e un manager donna. Dai risultati non è emersa una differenza nella valutazione dei prospetti presentati ma in compenso il manager uomo che ha proposto il piano più rischioso è stato ritenuto più creativo perché più coraggioso e indipendente.

 

Diversi studi dimostrano che se le donne occupano posizioni di leadership le società registrano migliori rendimenti, profitti più elevati e una minore probabilità di fallimento ma se, a dispetto delle evidenze, le donne vengono ancora continuamente sorpassate dall’altro sesso i motivi sono da ricercare negli schemi di valutazione proposti dagli uomini e per gli uomini che si basano per lo più su pregiudizi e stereotipi. Ma quanto fa bene agli uomini sostenere queste apparenze?

 

 

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