L'asimmetria del cervello influenza l'apprendimento nei bambini

I bambini hanno esigenze di apprendimento diverse: una nuova ricerca correla le capacità cognitive dei più piccoli all’asimmetria del loro cervello.

Alla base dell’intelligenza e delle capacità di apprendimento dell’essere umano c’è il cosiddetto controllo cognitivo (o capacità cognitive): si tratta della capacità di rilevare e risolvere i conflitti di fronte a un problema per prediligere la migliore strategia d’azione. Questa abilità, sempre più spesso definita problem solving, è fondamentale per l’apprendimento e il buon esito scolastico oltre che per il successo in ambito lavorativo.

Sembrerà strano a noi adulti, ma anche a cinque anni – età in cui lo sviluppo cerebrale è straordinariamente rapido – il cervello si trova spesso di fronte a situazioni che mettono a dura prova: le capacità cognitive sono continuamente stimolate ma non tutti i bambini rispondono allo stesso modo.

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Se ne sono accorti i ricercatori francesi dell’Università di Parigi che hanno scansionato i piccoli cervelli di 20 bambini in età prescolare con tecniche di imaging soffermandosi su una particolare regione della corteccia cerebrale chiamata giro del cingolo. Quest’area del cervello si trova all’interfaccia tra i due emisferi cerebrali (una regione per ogni emisfero) ed è coinvolta nei processi cognitivi, in particolar modo nell’attenzione volontaria.

Dall’analisi delle immagini, gli studiosi hanno riscontrato che in alcuni cervelli il giro del cingolo è caratterizzato da una struttura unica con un solo solco, in altri presenta invece una struttura a due solchi.

Non solo: in alcuni soggetti la struttura è simmetrica tra i due emisferi del cervello, in altri presenta una forte asimmetria.

L’importanza dell’asimmetria nel cervello

In realtà il fattore discriminante non sembra essere il tipo di struttura del giro del cingolo ma la simmetria ovvero non è importante che questa regione abbia uno o due solchi ma che abbia o meno la stessa conformazione in entrambi gli emisferi cerebrali.

Infatti nella fase successiva dello studio, per trovare una relazione tra conformazione cerebrale e capacità cognitive, i ricercatori hanno sottoposto i bambini a un test per confrontarli sul piano del controllo cognitivo: hanno chiesto ai bambini di riconoscere immagini di animali tra le quali alcune volutamente ambigue con la testa di un animale e il corpo di un altro.

I bambini hanno dato risposte diverse in tempi diversi e dal confronto dei risultati è emerso che i bambini più veloci, intuitivi e capaci di riscontrare l’anomalia erano quelli caratterizzati dall’asimmetria a livello del giro del cingolo.

Esiste ed è verificata la correlazione tra anatomia del cervello e controllo cognitivo.

Lo studio dimostra senza ombra di dubbio che quei cervelli in cui gli emisferi cerebrali si differenziano a livello sia anatomico sia funzionale, sono caratterizzati da una maggiore specializzazione, in parole povere sono più “avanzati”.

Si può quindi gettare la spugna e credere che se non siamo particolarmente “dotati” non raggiungeremo obiettivi ambiziosi?

I ricercatori dicono di no. Secondo lo studio, infatti, la componente genetica legata all’anatomia del cervello influenzerebbe il controllo cognitivo soltanto per il 20%. La restante parte sarebbe invece legata a fattori ambientali come l’educazione e lo status socio-economico.

Il DNA ci influenza solo per il 20%. L’80% di ciò che siamo dipende dall’educazione e dallo status socioeconomico.

Ogni bambino ha particolari esigenze di apprendimento

Ciò che si riesce a evidenziare attraverso questa ricerca è la consapevolezza che, in relazione a una diversa conformazione cerebrale, ogni bambino presenta esigenze pedagogiche differenti nell’apprendimento del controllo cognitivo. Controllo cognitivo che può essere allenato e affinato in ambienti stimolanti.

Vale quindi sempre il concetto che con un forte impegno si può riuscire a compensare anche la componente genetica qualora essa non sia stata molto generosa nei nostri confronti!

 

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